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Rondoni morti sul tetto della chiesa,
l’associazione difesa animali
denuncia il parroco

JESI - L'Aidaa si scaglia contro il parroco di San Pietro Apostolo. Ma la Diocesi precisa che si tratta di un caso isolato
giovedì 23 Maggio 2019 - Ore 20:36
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I rondoni morti sulla chiesa di San Pietro Apostolo

 

Strage di rondoni sulla chiesa di San Pietro Apostolo in piazza Franciolini, interviene l’Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente (Aidaa) che denuncia il parroco. Ma pronta arriva la risposta della Diocesi: «non una strage ma un singolo caso».
Il caso dei rondoni morti sulla chiesa di San Pietro Apostolo per via delle barriere elettrificate antiposa solleva l’indignazione delle associazioni animaliste. A scendere in campo dopo la Lipu è l’Aidaa con una nota ufficiale. «Quanto accaduto a Jesi è gravissimo, anzi è un reato penale che va punito e se a compierlo è un prete o un semplice cittadino per noi non cambia niente e per questo abbiamo deciso di denunciare il parroco della chiesa di San Pietro Apostolo reo con il suo comportamento di aver causato la morte di decine di rondoni, letteralmente fulminati dalle barriere elettriche antiposa fatte istallare dal prete, che ha anche fatto murare gli anfratti dei coppi rendendo così impossibile la nidificazione dei rondoni tornati dalla migrazione». Nel suo  comunicato l’Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente (Aidaa) ha annunciato la presentazione in questi giorni una denuncia contro il parroco di Jesi. Ma dalla Diocesi arriva la pronta risposta con delle precisazioni importanti che vanno a smussare gli angoli di questa questione, rimbalzata a livello nazionale. «Non si tratta di una strage di rondoni, ma bensì di un solo rondone nell’arco di 15 giorni dall’attivazione dell’impianto di dissuasione dei piccioni (esistente da anni) dopo la riapertura della chiesa dopo i lavori di messa in sicurezza. La morte è stata causata dalla giornata fredda e piovosa che ha provocato qui come in molte altre città di Italia la morte di rondoni e rondini alcuni dei quali trovati anche nella vicinanza della chiesa. Probabilmente il rondone è caduto sui fili stordito dal freddo o cadendo dall’alto. Sulla facciata della chiesa sono montati non dei fili elettrici ma dei fili elettrostatici di dissuasione incruenta di piccioni utilizzati in molte chiese ed edifici, con certificazione Ce e approvati dalla Lipu. I coppi erano cementificati già da anni ma a motivo del tempo la cementificazione si era deteriorata con il rischio di causare la caduta dei coppi. Per questo nella ristrutturazione, su progetto accolto dalla Sovrintendenza e dalla Regione in seguito ai lavori dopo il sisma, è stata effettuata un nuova cementificazione dei coppi, fra l’altro in un tempo fuori dal periodo di migrazione dei rondoni e senza che sia stata rinvenuta la presenza di nidi».

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