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L’Asur taglia la guardia medica
e il quad per il soccorso in spiaggia

FALCONARA - Lettera di protesta del sindaco al dg dell’Area Vasta 2 Guidi e al governatore Ceriscioli: «Siamo l’unica città costiera della provincia esclusa dai finanziamenti. Venga ripristinato i servizi»
sabato 15 Giugno 2019 - Ore 09:13
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«Falconara ha diritto a un presidio sanitario per turisti e bagnanti, invece è l’unica città costiera della provincia a essere stata esclusa da ogni tipo di finanziamento. Così si lede il diritto alla salute dei cittadini falconaresi e di quelli che arrivano da altri Comuni». E’ la protesta del sindaco Stefania Signorini, che mercoledì 12 giugno ha scritto una lettera a Giovanni Guidi, direttore dell’Area Vasta 2 dell’Asur e per conoscenza al presidente della Giunta regionale Luca Ceriscioli. All’Asur il primo cittadino chiede formalmente di ripristinare i fondi per garantire la guardia medica turistica o almeno l’assistenza sanitaria con il quad lungo il litorale falconarese, che dal 2006 al 2017 è stata attivata con finanziamenti Asur e con il contributo del Comune di Falconara. Dopo aver tagliato anni fa i fondi per la guardia medica turistica, per il secondo anno consecutivo l’Area Vasta 2 dell’Asur ha infatti depennato dagli investimenti anche quelli per il servizio di soccorso sanitario con il quad della Croce Gialla di Falconara, che per 11 anni ha garantito un presidio lungo la spiaggia e si è occupato anche di medicazioni e interventi di minori entità a beneficio di tutti i bagnanti, quelli locali e quelli provenienti da altri territori. Il servizio era stato attivato proprio per sopperire ai tagli che avevano annullato il servizio di guardia medica turistica di Falconara e per rendere più rapidi gli interventi in spiaggia, data la difficoltà di raggiungere l’arenile separato dal resto della città dalla linea ferroviaria.

L’anno scorso, a fronte dell’azzeramento di ogni tipo di finanziamento (quello per la guardia medica turistica e quello per il quad della Croce Gialla di Falconara), il Comune era riuscito a garantire comunque un servizio potenziato di soccorso sanitario grazie alla collaborazione con la pubblica assistenza di via IV Novembre, che aveva messo a disposizione una ambulanza aggiuntiva nella sede cittadina e, per i primi interventi lungo la spiaggia, si spostava con il quad dalla postazione di Palombina Nuova. Quest’anno la soluzione adottata nel 2018 non appare possibile, perché il Comune di Ancona ha assegnato l’assistenza sanitaria in spiaggia attraverso un bando e quindi il servizio non può essere modificato con un’estensione a Falconara. «Come da determina dell’Area Vasta 2, numero 481/AV2 – si legge nella missiva all’Asur del primo cittadino falconarese – è stato garantito il servizio di assistenza sanitaria turistica ai comuni di Senigallia, Sirolo, Numana, Montemarciano, Ancona a eccezione del Comune di Falconara Marittima, senza preavviso all’amministrazione comunale e senza aver dato giustificazione. Quanto accaduto lede il diritto alla salute, con il rischio che i cittadini di Falconara e i turisti della stagione estiva vengano discriminati su prestazioni di particolare rilievo in ambito sanitario». Il sindaco chiede quindi «l’immediata attivazione dei servizi indicati e l’adozione di appositi atti formali stante l’imminente stagione turistica».

La missiva è stata inviata, oltre che al presidente della Giunta regionale, anche al presidente del Consiglio Antonio Mastrovincenzo. Era stata proprio la Regione, organo di indirizzo che finanzia l’attività dell’Asur, ad approvare nel 2003 la legge 13 sulla riorganizzazione del servizio sanitario regionale, in base alla quale «le aree vaste territoriali sono articolazioni dell’Asur aventi il compito di assicurare alla popolazione residente le prestazioni incluse nei livelli essenziali di assistenza e l’equo accesso ai servizi alle funzioni di tipo sanitario, sociale e di elevata integrazione sanitaria, organizzate nel territorio». «Il Comune avrebbe stanziato anche quest’anno il suo contributo – aggiunge la vicesindaco Yasmin Al Diry, con delega alla Sanità – ma in queste condizioni, senza la collaborazione di Regione e Asur, non può essere assicurato un servizio necessario per la nostra località, che nella sua spiaggia accoglie turisti anche da fuori Comune, cui va garantita l’assistenza sanitaria».

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