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Conto prosciugato dagli hacker:
il risarcimento spetta a banca
e compagnia telefonica

ANCONA - Una coppia di anziani nel dicembre 2017 aveva subito un attacco informatico sul conto corrente, provocando un prelievo di 12mila euro. La responsabilità è caduta sugli enti che, in qualche modo, avrebbero dovuto vigilare sulla correttezza delle operazioni
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Foto d’archivio

 

Conto corrente prosciugato a causa di un attacco informatico: il risarcimento spetta alla banca e alla compagnia telefonica delle vittime. A deciderlo è stata la sentenza emessa questa mattina dal tribunale dorico, sezione civile. A perdere 12mila euro, nel dicembre 2017, era stata una coppia di anziani residente ad Ancona. I due pensionati si erano rivolti all’Adiconsum Marche che, attraverso l’avvocato Ezio Gabrielli, ha portato la vicenda in tribunale dopo che l’istituto di credito ha negato qualsiasi tipo di conciliazione. Stando all’Adiconsum, «quando un consumatore viene attaccato per via informatica deve disconoscere le operazioni di prelievo e pretendere il rimborso dall’istituto il quale a sua volta per opporre rifiuto deve dare la prova dell’eventuale trascuratezza, errore o addirittura della frode del correntista». Insomma, è l’istituto che deve offrire la prova e non il correntista.  La particolarità del caso risiede anche nella condanna della compagnia telefonica dei correntisti. Gli hacker avevano sconnesso la linea telefonica dei correntisti in modo tale da poter agire senza il pericolo che le vittime potessero essere avvisate dai messaggi sms di alert che normalmente vengono inviati dagli istituti. «La compagnia telefonica coinvolta – senza nemmeno produrre la registrazione della telefonata – ha semplicemente staccato la linea a richiesta di terze persone non identificate le quali, offrendo il numero di telefono e il codice fiscale (elementi facilmente reperibili all’intero del web banking), hanno di fatto isolato i poveri malcapitati i quali non si sono resi conto di quello che stava loro succedendo». Banca e compagnia telefonica si sono viste condannate a restituire le somme illegittimamente sottratte dovendo anche pagare le spese del giudizio.

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