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Scambi di favore per impianti biogas:
cinque condanne

AMBIENTE - La sentenza è arrivata ieri sera al tribunale di Ancona. Tra le contestazioni episodi di corruzione impropria. Sei gli imputati assolti
martedì 16 Luglio 2019 - Ore 22:50
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Controlli nelle centrali biogas nell’ambito dell’inchiesta marchigiana

 

Processo biogas, cinque le condanne (per una parte delle imputazioni contestate), assolti gli altri imputati. Una sentenza arrivata ieri sera al tribunale di Ancona a conclusione di un processo che prendeva in esame presunte irregolarità sulle procedure per regolamentare e autorizzare gli impianti, disseminati tra le province di Ancona, Pesaro e Macerata. In sintesi, veniva contestato, a vario titolo, il fatto che tra il 2009 e il 2014, un gruppo di aziende  avrebbe avuto rapporti privilegiati con alcuni funzionari regionali che, in cambio di favori e regali, avrebbero pilotato norme per permettere di costruire centrali a biogas senza, tra le altre cose, la preventiva Valutazione di impatto ambientale (Via). Tra i reati formalizzati a vario titolo dalla procura c’erano la corruzione, la truffa, l’abuso d’ufficio, induzione indebita, abusi edilizi e reati di stampo ambientale. Nel corso del procedimento la corruzione propria si è trasformata in impropria.  Queste le condanne: 3 anni e 8 mesi per Sandro Cossignani, di Cupramontana, in qualità di funzionario della Regione; due anni per l’imprenditore Diego Margione, maceratese; 5 mesi e 20 giorni, per il conte Guido Leopardi Dittajuti, di Osimo, a cui è stata riconosciuta la seminfermità mentale come attenuante. Due anni per gli imprenditori di Morrovalle Antonio e Alessandro Lazzarini. Assolti con formula piena gli imprenditori Lorenzo Binci, Francesca Colonnelli, Lorenza Ramovecchi, Marco Maracci, Alessandra Severini, Renzo Rovinelli. Per quanto riguarda le aziende finite sotto processo, per gli illeciti amministravi sono stati disposti: 25.800 euro di multa per la Green Farm, 38.700 per la Campomaggio 86, 77mila per la Picena Garden, 77mila per la Immobiliare Picena (per un solo capo d’imputazione rispetto ai due contestati).  Il reato di abuso edilizio riferito a un singolo impianto è stato dichiarato prescritto. L’inchiesta era partita nel 2012 ed è stata portata avanti dalla Guardia di Finanza e dai carabinieri forestali. Alcuni impianti biogas erano finiti sotto sequestro, per poi tornare a essere utilizzabili. L’accusa era guidata dal tris di pm formata da Paolo Gubinelli, Marco Pucilli e Andrea Laurino. Entro 90 giorni le motivazioni.

(Servizio aggiornato)

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