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Paolo Crepet a ‘Loreto Percorsi’
parla della passione
come antagonista della comodità

LO PSICHIATRA e sociologo concluderà, mercoledì prossimo in piazza Garibaldi, con il suo intervento esclusivo la rassegna culturale dell'estate lauretana
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Paolo Crepet

 

Dopo le maestose testimonianze di Vittorio Sgarbi e Riccardo Iacona accolti da una folla partecipe, numerosissima e plaudente, Loreto Percorsi si avvia alla conclusione con un terzo appuntamento di grandissimo interesse sempre all’insegna del fil rouge Cammini a ricordare il cammino del viandante, il cammino del pellegrino, il cammino del viator, il cammino del desiderantes. E’ per mercoledì, 31 luglio, alle ore 21.15, nella splendida cornice di Piazza Garibaldi a Loreto( in caso di pioggia Sala consiliare di Corso Boccalini) l’incontro con l’autorevole psichiatra e sociologo Paolo Crepet.

CHI E’ PAOLO CREPET – Nato a Torino nel 1951, Paolo Crepet si è laureato prima in medicina e chirurgia presso l’Università di Padova nel 1976 e poi in sociologia presso l’Università di Urbino nel 1980. Specializzatosi in Psichiatria con l’ispiratissimo Franco Basaglia, ha lavorato per decenni in campo medico tramite l’Organizzazione Mondiale della Sanità negli ospedali di Danimarca, Inghilterra, Germania, Svizzera, Cecoslovacchia e India, nonché con le sue ricerche internazionali nelle università di Toronto, Rio De Janeiro e Harward. Le sue capacità comunicative e la sua enorme contaminazione umanistica lo hanno portato a cimentarsi negli anni nel campo dell’educazione e nella divulgazione scientifica, sia in televisione con interventi in numerose trasmissioni RAI, che sulla carta stampata, soprattutto dedicandosi alla divulgazione sulle patologie psichiatriche e ai disagi psicologici e sociologici del mondo giovanile, con libri innovativi e di successo, come Le dimensioni del vuoto. Giovani e suicidio, Cuori Violenti. Giovani e criminalità, I figli non crescono più, L’autorità perduta. Il coraggio che i figli ci chiedono e Il coraggio. Vivere, educare, amare.

A Loreto Percorsi presenta un intervento esclusivo dal titolo ‘Passione’, dedicato a quello che secondo lui è il motore della crescita e del miglioramento del singolo e della società, la virtù regina che conduce all’appagamento e alla realizzazione personale. Crepet definisce la passione deperita ai nostri giorni, poiché come contemporanei «abbiamo barattato la passione con la comodità, l’immediatezza, che anteponiamo alla profondità. Ma la passione è tutt’altro che comoda: l’amore, come la passione, è attesa, fiducia illimitata, follia, fuoco dirompente». Senza passione non vi è vita vera o visione del futuro e pertanto la passione, o come nel caso di Loreto Percorsi, I Cammini della passione, vanno seguiti, indagati, cercati, narrati, testimoniati. Non tutto è perduto, il mercato della felicità è aperto per coloro che lo sanno desiderare con afflato, entusiasmo, determinazione e cuore sincero.

L‘assessore al Turismo del Comune di Loreto, Fausto Pirchio, si dice soddisfatto per i contenuti culturali apportati dalla rassegna e per quello che ha significato per la città. «Ho sempre pensato a Loreto, la mia città, come a un luogo magico, il luogo della verità, il luogo dove, dopo un lungo percorso, si è arrivati a casa. – commenta Pirchio – E’ una città sacra, lo sanno coloro che ci vivono ogni giorno e coloro che vengono da lontano per visitarla. Non è solo un spazio fisico ma, uno spazio simbolico dove si intrecciano il fisico e il meta-fisico, l’immanente e il trascendente, il possibile e l’impossibile. Sulla scia di tanta ricchezza e tante suggestioni volevamo un itinerario( siamo affezionati all’idea del viaggiatore, del cammino, della ricerca) che rendesse ragione di tanti piccoli e grandi tesori custoditi, a volte gelosamente, nella nostra città. La città stessa è luogo di incroci e di percorsi da quello artistico, a quello culturale, a quello religioso, a quello enogastronomico. La Rassegna Loreto Percorsi è il traino di una riflessione sull’identità della città, sul suo essere stata ed essere tuttora meta di senso, città che vuole essere aperta al mondo, città origine e fine dei percorsi, come lo è stata per Lorenzo Lotto».

Oriana Salvucci, direttrice artistica della rassegna, ha così commentato il fil rouge della sua rassegna, tra desiderio, attesa, inquietudine e ricerca: «Una rassegna nella città di Loreto mi è sembrata una sfida irresistibile. Loreto è città sacra, meta-fisica, verticale, la città dei de-siderantes per eccellenza. Ho sempre pensato alla vita come un viaggio, un percorso di conoscenza e quale luogo migliore se non Loreto per una riflessione sui Cammini? L’idea del Cammino ci porta al cuore del nostro vagare, il desiderio. Ed è il senso di questa città fra terra e cielo, una città irreale nella sua bellezza. E sempre nell’ottica del desiderio abbiamo voluto scegliere un uomo, un artista che fosse l’emblema di questo percorso, di questa quarta edizione: Lorenzo Lotto. Il pittore muore a Loreto dopo aver lavorato, camminato, frequentato le strade logissime e storte della Marca. Cosa ha spinto il Lotto in queste province senza onore? Tanti sono i nodi che abbiamo sciolto e vorremmo sciogliere con i nostri ospiti e concludere con lo psichiatra Paolo Crepet significa ribadire che il nostro ciclo di incontri è una domanda sulla vita, sul senso del nostro incedere nel mondo, sulla felicità che io penso sia solo intelligenza del vivere».

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