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Guerra sull’Imu, la Santa Casa:
«Pagata nel rispetto dei Patti Lateranensi»

LORETO - Il collegio legale della Delegazione pontificia ha presentato un reclamo-ricorso alla Commissione tributaria provinciale per rigettare la pretesa del Comune di recuperare i 130mila euro versati in meno nel 2013
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La Basilica della Santa Casa (foto Giusy Marinelli)

 

«La Delegazione pontificia per la Santa Casa di Loreto non si è mai sottratta al pagamento dell’Imu 2013 nelle casse del Comune di Loreto». In sostanza è quanto puntualizza in una nota ufficiale la Delegazione pontificia stessa, sul braccio di ferro in atto col Comune.  Secondo l’Ufficio Tributi comunale avrebbe, invece, pagato solo la metà dell’importo dovuto, beneficiando illegittimamente delle agevolazioni del 50% previste per gli enti non commerciali su terreni agricoli, ostelli e immobili di sua proprietà dove venivano svolte attività economiche non strumentali e accessorie all’attività religiosa. Un mancato gettito di 130mila euro da recuperare per il Comune di Loreto, che a dicembre dell’anno scorso si è tradotto in un accertamento tributario notificato ai religiosi attraverso l’Agenzia delle Entrate. La Santa Casa di Loreto (ed i suoi beni) dal 1929, anno in cui furono siglati i Patti Lateranensi tra Stato Italiano e Stato Vaticano, è uno dei luoghi che gode dei benefici della extraterritorialità. Un principio che pernette a molti immobili non solo di Roma ma anche situati in altre aree della Penisola, pur restando sotto la sovranità italiana, di vedersi riconosciuti esenzioni e privilegi, ad esempio anche quello delle immunità delle sedi diplomatiche. Pertanto attraverso i suoi legali la Delegazione Pontificia, come ufficio di uno stato estero, ha contestato la richiesta di pagamento non riscosso dell’Imu  avanzata dal Comune di Loreto. Un invito a pagare che in realtà si trascina dal passato, ed ha presentato un secondo ricorso-reclamo alla Commissione tributaria provinciale di Ancona dopo quello depositato per l’accertamento Imu 2012, per rigettare le pretese del Comune e sciogliere il rebus normativo sollevato con le stesse.

Il sindaco di Loreto, Paolo Niccoletti

L’iter del reclamo non è ancora concluso ma in una nota ufficiale la Delegazione Pontificia si domanda «se, in virtù della sua appartenenza alla Santa Sede e del suo governo per il tramite della Segreteria di Stato, si debbano subire da parte di un soggetto pubblico le valutazioni di merito riguardanti la strumentalità e l’accessorietà delle sue diverse attività rispetto ai fini di carità e di culto da essa perseguiti, fini che nessuno ha mai messo in dubbio. Si tratta di una complessa questione di diritto internazionale riguardante il Trattato del Laterano del 1929 la cui piena efficacia è stata ribadita in ogni sede istituzionale che attualmente è sub judice e sulla quale sono attese anche le valutazioni dei superiori uffici di Governo». Una interpretazione differente della legge che pone su fronti opposti i funzionari amministrativi e il legale del Comune e con quelli della Chiesa. «Come sindaco non scrivo e non interpreto le norme – precisa infatti il sindaco Paolo Niccoletti – Per questo ci sono uffici comunali preposti a farlo».

Imu non pagata per 130mila euro: il Comune batte cassa, la Santa Casa risponde picche

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