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Imu non pagata per 130mila euro:
il Comune batte cassa,
la Santa Casa risponde picche

LORETO - Al centro della contesa tra l'amministrazione e la Delegazione pontificia, un accertamento tributario notificato a fine 2018 dall'Agenzia delle Entrate per l’imposta su beni immobili
mercoledì 28 Agosto 2019 - Ore 15:10
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Basilica della Santa Casa (foto Giusy Marinelli)

 

Accertamenti Imu 2013, c’è anche la Delegazione Pontificia tra i contribuenti insolventi che, secondo il Comune di Loreto, non avrebbero pagato all’erario l’intero importo dovuto per l’imposta municipale propria su terreni, fabbricati e attività commerciali come la gestione di ostelli o strutture alberghiere. E la questione rischia di innescare una guerra di carte bollate. Un avviso tributario di oltre 130mila euro non versati tra imposte, sanzioni e interessi di mora, è stato infatti notificato a fine 2018 per conto del Comune dall’Agenzia delle Entrare alla Delegazione pontificia per la Santa Casa. E’ risaputo che, prima che cadano in prescrizione, gli enti locali devono effettuare controlli e inviare avvisi per gli omessi versamenti di imposte e tributi entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui avrebbero dovuto essere effettuati. Denaro previsto nei bilanci comunali ma non incassato (il gettito Imu stimato dal Comune di Loreto si aggira da anni sui 2 milioni di euro), che va recuperato anche per la quadratura dei conti.  L’Imu non riscossa è uno di quei crediti che con il tempo, insomma, rischia di deteriorarsi.

Loreto, palazzo comunale

La vicenda della aliquota Imu scontata al 50% applicata agli immobili della Delegazione pontificia rischia però di diventare oggetto di un articolato contenzioso legale. Una questione complicata da inquadrare sotto il profilo normativo e giurisprudenziale. Secondo i riscontri del Comune, la Delegazione pontificia avrebbe presentato la dichiarazione delle imposte come ente non commerciale, applicando una aliquota agevolata sui suoi beni immobili sulla scorta della legge del 1973 che equipara le finalità degli enti religiosi a quelli di beneficenza o istruzione, senza che però ci fosse stato uno scopo commerciale o di lucro in rapporto di strumentalità diretta con il fine religioso, previsto dalle disposizioni di leggi più recenti. Nel suo reclamo la Delegazione Pontificia avrebbe contestato questa interpretazione ricordando che la Santa Casa di Loreto non è una semplice parrocchia ma è un Ufficio della Segreteria di Stato del Vaticano. Una parte di uno stato estero che gode della extraterritorialità riconosciuta dai Patti Lateranensi del 1929 e le cui attività di culto sarebbero direttamente connesse alla gestione dei suoi beni. Le tasse sarebbero state quindi pagate regolarmente, correttamente e la normativa richiamata dal Comune non sarebbe applicabile.

(m. p. c.)

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