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«La rotonda sul mare di Fred Bongusto
era una terrazza sul Trasimeno»

LA DIATRIBA - La sua canzone più famosa lanciò turisticamente Senigallia. Ma a Passignano in Umbria ce l'hanno ancora con la casa discografica che avrebbe deciso il cambio di location
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Fred Bongusto a Senigallia, davanti alla rotonda

 

di Maurizio Verdenelli

A Passignano sul Trasimeno (Perugia) ce l’hanno ancora con la casa discografica che 55 anni fa volle “spostare” la location di una delle canzoni italiane di maggior successo dalle rive sul lago fino ad allora noto per una clamorosa vittoria di Annibale sui Romani, a quelle sull’Adriatico dove si specchia Senigallia. L’antica, mai del tutto dimentica “lesione” è in parte riemersa a margine del lutto per la scomparsa di Fred Bongusto, il cantante “confidenziale” dalla voce calda e sensuale alla Frank Sinatra, che portò al trionfo il malinconico motivo di Franco Migliacci, con la musica di Pietro Faleni.

Un concerto di Fred Bongusto

Dicono a Passignano: «Un motivo che non ha mai perso di modernità, ancora ascoltatissimo. E che avrebbe lanciato il Trasimeno in cerca di clientela nazionale ed internazionale, così come ha promosso Senigallia. Diventando nel testo e sopratutto nel titolo: Una rotonda sul mare. Era una terrazza, invece, e guardava il nostro Trasimeno». Per la precisione si chiamava e tuttora Terrazza Lido’, dal nome dell’hotel Lido (senza accento, proto) che ne è proprietario. Una robusta piattaforma collegata alla terraferma da un agevole camminamento, da cui si scopre un meraviglioso panorama del lago, delle isole e delle colline circostanti dalle quali in corrispondenza di Tuoro il 24 giugno 217 A.C. discese a valanga la cavalleria cartaginese massacrando l’esercito di Gaio Flaminio Nepote. Il carro di battaglia di Annibale finì nel Trasimeno che ancora serra gelosamente nei fondali proibiti il “tesoro” nonostante i tentativi dei sub da tutto il mondo. Ma come avvenne lo “scippo marchigiano” ai danni della località lacustre umbra? Migliacci, il paroliere di decine di canzoni che hanno fatto la storia del genere (due su tutte: “Nel blu dipinto di blu” cantata da Domenico Modugno e “C’era una volta un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones”, interpretata da Gianni Morandi) non era forse nato a Mantova e non viveva ormai stabilmente a Roma in quei formidabili anni 60?

Questa la terrazza sul lago dell’hotel Lido’ alla presentazione il 17 giugno 2017 del libro Una tragedia dimenticata. Nella foto Maurizio Verdenelli, il presidente dell’Odg Umbria Roberto Conticelli e Luciano Magnalbo’

«Si, ma era legatissimo a Cortona (la splendida città etrusca del Beato Angelico, ndr) da cui proveniva la sua famiglia toscana d’origine. In estate Franco era spesso a Passignano. Alla Terrazza Lido’, negli anni del boom (pure adesso) si ballava. Nascevano i primi flirts pure con gli inevitabili distacchi…». Allora? «Allora gli amici di Migliacci (poco più che trentenne) raccontarono che una sera dovettero insistere più del solito perché lui scendesse da Cortona, un tiro di schioppo da Passignano, per unirsi a loro e trascorrere momenti di allegria. Franco arrivò ma il suo umore non mutò. Immalinconito (per questioni di cuore) fu visto distaccarsi, sedere a parte…..«vedo gli amici ballare». E scrivere su un foglietto di carta. Era il testo di una canzone che avrebbe reso famoso Fred Bongusto, e lanciato Senigallia. Che aveva agli occhi dei discografici una rotonda, il mare (preferibile al circoscritto lago Trasimeno seppure il più esteso del Centritalia), una notorietà televisiva acquisita con “Campanile Sera” e a due passi il Santuario di Loreto». Che si voleva di più? Le “prove”, oltre alla testimonianza dello stesso autore, sono tutte all’hotel Lido con foto dell’epoca -“Una Rotonda sul mare” e’ del 1964 – che ritraggono Migliacci e i suoi amici in quella che era con grande sforzo d’immaginazione la “dolce vita di Passignano” sulla terrazza dell’albergo dove suonava l’orchestra.

Senigallia, il lungomare Mamelie, sullo sfondo, la rotonda a mare

Non basta: le pareti del locale dal quale si accede dall’hotel alla terrazza, sono foderate interamente da una carta di parati serigrafate con il testo autografo del grande paroliere. Il quale, cortonese nel dna, amava molto quel territorio a cavallo tra Umbria e Toscana. Tanto da dedicare nel 1971, alla città dei suoi genitori: “Che sarà?” portata al successo da Jimmy Fontana. Non dunque Camerino o Macerata, “il paese sulla collina” ma Cortona (Arezzo). Risolto così un altro enigma musical topografico al centro del dibattito degli appassionati fino ad oggi. Quando a Senigallia il principe Umberto di Savoia visitava la rotonda sul mare, costruita nella seconda metà del XIX secolo, istituendovi una colonia, Fred Bongusto era nato da pochi mesi. Chiusa negli anni 80, riaperta nel 2006 con un restauro che l’ha riaffidata al suo splendore passato di focus modaiolo (ora si celebra il festival Jamboree): una fama che divise a lungo con il Kursaal di Porto Recanati, “Bussola” viareggina ante litteram. Il molisano Bongusto amava il “suo” Adriatico, ospite spesso, non solo come artista, di locali alla moda della costa marchigiana e di Termoli (un’antica torretta saracena sul mare, il suo ristorante preferito). Poi il buen ritiro ad Ischia e il lungo silenzio prima dell’addio. Le Marche dovrebbero ricordarlo seppure con un evento ex post, come ha fatto Passignano con Franco Migliacci cui fu concessa la cittadinanza onoraria. “Una Rotonda sul mare”, ovverosia Una Terrazzo sul lago resterà sempre nella storia della canzone d’autore italiana a legare Marche ed Umbria…prima ancora della superstrada Foligno-Civitanova.

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