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Negozi oscurati dal cantiere e multati
per l’iniziativa del Comune: «Una beffa»

JESI - Raffica di sanzioni per aver utilizzato una pubblicità senza versare la relativa tassa di affissione, notificate alle attività commerciali che insistono sul cortile di Palazzo Bettini. Oggetto del contendere un cartellone dell'ente locale apposto per risarcire a livello visivo il disagio di tanti mesi di lavori
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di Talita Frezzi

Commercianti jesini in rivolta. Almeno, una parte di essi. Parliamo di circa 10 attività commerciali che insistono sul cortile di Palazzo Bettini – giardino parallelo a Corso Matteotti – e vicolo San Nicolò. Zone a ridosso di piazza Pergolesi o meglio del cantiere, che da due anni penalizza pesantemente queste attività. A causa dei tempi lunghissimi del cantiere, queste attività sono state oscurate e nelle ultime settimane proprio isolate dall’avanzamento del cantiere. Dopo le molteplici proteste dei commercianti, che nel corso dei mesi hanno anche subìto un danno economico, sembrava che il Comune avesse trovato una formula riparatoria, seppur simbolica. Donare un cartellone pubblicitario da mettere lungo corso Matteotti recante i loghi delle attività commerciali del cortile di Palazzo Bettini e vicolo San Nicolò in bella evidenza e le frecce per indicare come raggiungerle. Un buon compromesso, almeno apparentemente, per dire che di negozi ce ne sono anche se nascosti. Se non fosse che proprio dal Comune qualcuno ha mancato di avvisare la Abaco, società che gestisce i diritti di affissione per il Comune. E quel cartellone riparatore è stato invece la causa di una raffica di multe salatissime arrivate via pec ai commercianti. Motivo della multa, aver utilizzato una pubblicità senza versare la relativa tassa di affissione. Commercianti sul piede di guerra per quella che sembra una beffa in piena regola, ma a cui l’Amministrazione comunale sta già tentando di porre rimedio. Tra le voci dei commercianti beffati, quella di Laura Loccioni della Libreria per bambini Kirikù. «Mi è arrivata una multa da 1.400 euro – dice – non mi sono neanche arrabbiata perché ho pensato a una barzelletta, non era possibile. Poi ho sentito altri commercianti vicini a me, erano arrivate a tutti. Oltre al danno anche la beffa quindi. Ovvio che non intendo pagarla, ho già avvisato il mio avvocato». «Questa storia ha davvero dell’assurdo, mica è stata una nostra iniziativa, ma del Comune – aggiunge Federica Lombardo del negozio per l’infanzia “La Ciribiricoccola” – era un’idea del Comune per risarcire a livello visivo il disagio di tanti mesi di cantiere, perché il cartellone dava visibilità. Queste multe sono arrivate come una doccia fredda, non pagheremo». «Certo che non pagheremo, anzi ce le toglieranno – aggiunge anche Rosalba Montapponi titolare della profumeria ed estetica Harmony – me lo hanno assicurato due assessori a cui mi sono rivolta, dopo che mi sono vista arrivare una maxi multa da 2.450 euro per quel cartellone voluto dal Comune. Era così assurda, incredibile. Oltretutto per me è già è il secondo Natale che mi ritrovo a dover fare a meno di una vetrina, nel periodo in cui mi servirebbe invece più visibilità».

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