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Leone, piccolo nella taglia
grande nel coraggio:
la ripresa dopo l’aggressione

JESI - E' ancora caccia aperta alla padrona del Rhodesian ridgeback che ha azzannato il volpino Leone, procurandogli una lesione irreversibile alla schiena, tanto che dovrà passare il resto della vita su un carrellino per muoversi. Il popolo social è solidale, mentre la Polizia locale continua le indagini
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Leone allo stadio

di Talita Frezzi

«Leone ce la farà…Leone purtroppo non sarà più lo stesso cagnolino festoso che era fino a mercoledì, ma ce la farà…La sua voglia di vivere è immensamente più grande dell’inciviltà, della mancanza di rispetto, del menefreghismo più totale verso gli altri cani e della vigliaccheria di chi, dopo essersi reso conto del danno procurato, ha pensato bene addirittura di sottrarsi alle proprie responsabilità fuggendo». E’ un commento al vetriolo quello postato oggi pomeriggio sui social da Damiano Paoletti, il presidente del Comitato Parco del Vallato di Jesi e condiviso subito da Leonardo Paoletti e dalla moglie Laura oltre che da decine di amici.
Un commento che è la sintesi di una storia di grande amarezza per quanto accaduto in una città come Jesi che sta adeguando i parchi a misura di fido e che proprio la settimana scorsa aveva riunito amministratori e cittadini per ragionare sui regolamenti per chi porta i cani a passeggio in centro. Proprio la settimana scorsa quando un cagnolino piccolo come Leone, volpino di 4 anni, è stato azzannato in piazza della Repubblica tra i banchi del mercato settimanale da un cane di grossa taglia liberatosi del suo guinzaglio e sfuggito alla padrona. Era la mattina del 27 novembre. Un cane forse di razza “Rhodesian ridgeback”, che senza museruola si aggirava sciolto in piazza e quando si è trovato di fronte il piccolo volpino (che nonostante la minuscola taglia era tenuto saldamente al guinzaglio dalla padrona) non ha esitato ad azzannarlo e morderlo nella parte posteriore. Trasportato alla clinica veterinaria di Fausto Coppi per le prime cure e poi al centro specialistico di Tolentino, la tac ha rilevato che i morsi gli hanno spezzato la schiena. Tuttavia i padroni hanno deciso di fare il tutto per tutto per farlo sopravvivere, consapevoli che la vita del piccolo Leone non sarà più la stessa.
«Leone serva da monito a chi pensa che perché il proprio cane è grande e grosso abbia ogni diritto sui cani più piccoli ed indifesi – scrive ancora Damiano Paoletti – Leone probabilmente dovrà camminare per il resto della sua vita con il supporto di un apparecchio con le rotelle, e solo l’amore dei suoi proprietari riuscirà a colmare questa grandissima invalidità».

Leone, il volpino azzannato in piazza della Repubblica

Leone ieri mattina è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico. Non è ancora fuori pericolo, ci sono sette giorni di prognosi riservata in cui le condizioni del piccolo coraggioso volpino potrebbero precipitare. E sono ore di apprensione per i suoi padroni, ma anche per il popolo di Facebook che sta facendo il tifo per il cucciolo. «Non riusciamo neanche a prenderlo in braccio – dicono Leonardo e Laura – è sofferente e spaventatissimo, anche se ci mette tutta la grinta possibile per superare questo momento. Lotta davvero come un leone. L’intervento è andato bene, ma ci sono anche sette giorni di prognosi riservata in cui è ancora in pericolo di vita. Gli hanno messo un impianto agli arti posteriori. Lui non lo accetta, non sa cos’è ed è agitato. Forse tra un mese potrà usare una specie di “carrellino” per spostarsi, visto che i morsi feroci del cane aggressore gli hanno causato la paralisi delle zampette posteriori. E’ gravissimo quello che è successo – concludono i proprietari – chi ha ridotto così il nostro Leone, senza neanche una parola di scuse, la pagherà. Ci siamo rivolti a un legale. Ma non ce l’abbiamo col cane, non chiediamo che venga abbattuto perché amiamo gli animali e non è la vendetta che vogliamo. Ma se avesse avuto il guinzaglio e la museruola non sarebbe successo nulla al nostro piccolo Leone…». Guinzaglio che non era adeguato a trattenere il cane, stando ai racconti dei testimoni, in fila al comando della Polizia locale per raccontare quanto visto e consegnare filmati e foto scattati con i cellulari del cane aggressore e della sua padrona che dopo quella sanguinosa zuffa tra cuccioli ha pensato solo a scappare via senza neanche una parola di scuse, di rammarico e di vergogna. Museruola che non aveva e che qualcuno sostiene che non abbia mai avuto, visto che quel cane e la sua padrona si vedono spesso in giro in città e nei parchi pubblici. Anche questa cattiva gestione del cane, oltre all’omesso controllo sono al vaglio della Polizia locale che sta cercando di rintracciare la responsabile.

Il piccolo Pepe, il pinscher nano azzannato in piazza Baccio Pontelli

«A chi si è sottratto alle sue responsabilità posso solo dire vergogna – conclude il presidente del parco del Vallato – e a chi ha comunque il piacere di avere un amico canino di grandi dimensioni, fate attenzione. Il dolore vale per tutte le taglie. Al posto di un piccolo volpino poteva esserci un bambino. Oggi siamo tutti vicino a te Leone, buona guarigione. Ai suoi proprietari in bocca al lupo, siete persone meravigliose». L’episodio ha destato grande sconcerto in città dove già il 2 marzo scorso un altro piccoletto, un pinscher nano di neanche 2,5 kg, Pepe appena 20 mesi di età, e un carlino di 3 anni, Jago, erano stati azzannati da un cane di grossa taglia che si aggirava senza museruola e che era sfuggito al guinzaglio della padrona. Era accaduto in piazza Baccio Pontelli. Pepe, scattante, simpatico e dolcissimo, tanto che era impiegato per la pet therapy, purtroppo in seguito alle gravi lesioni riportate alle zampette posteriori e ai danni neurologici, non ce l’aveva fatta. Adesso la battaglia di Leone, di Pepe, di Jago e di tutti gli altri cani piccoli con i loro padroni è la battaglia di chi ama i propri cuccioli e chiede giustizia. Perché c’è una responsabilità nel rovinare la vita e nell’uccidere un cucciolo che per i padroni è uno di famiglia. 

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