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Riserva Ripa Bianca,
600 mila euro per sistemare
la sponda del fiume Esino

JESI - Il progetto di ingegneria naturalistica oltre alla riqualificazione della vegetazione prevede anche la realizzazione di una nuova strada di accesso a cui si aggiunge l’ampliamento del parcheggio
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Il fiume Esino

 

Quasi 600 mila euro per sistemare, con tecniche di ingegneria naturalistica, la sponda del fiume Esino lungo la riserva di Ripa Bianca, con la conseguente realizzazione di una nuova strada di accesso a cui si aggiunge l’ampliamento del parcheggio. Sono comprese nei lavori anche la riqualificazione della vegetazione con tecniche di ingegneria naturalistica e l’installazione di nidi artificiali per la fauna presente. «È insomma un intervento di significativa portata quello approvato dalla Giunta, con risorse stanziate dalla Regione Marche e che sarà realizzato dal Consorzio di Bonifica. – sottolinea il Comune di Jesi in una nota – Dalle analisi tecniche svolte sul fiume, si è infatti riscontrato che il fenomeno erosivo si è progressivamente spostato rispetto agli interventi effettuati in passato, andando a compromettere parzialmente la stradina di accesso alla Riserva Ripa Bianca nel suo tratto più vicino all’alveo del fiume Esino e minacciando la zona di sbocco al fiume di un collettore di acque meteoriche».

Un esemplare di cavaliere d’Italia

In base al progetto redatto dal geologo Andrea Dignani e dall’ing. Paolo Bianchi incaricati dal Consorzio di Bonifica, la nuova strada di accesso alla Riserva sarà realizzata allontanandosi dalla sponda, con percorsi differenziati per pedoni e auto, divisi da una staccionata di legno. L’erosione della sponda ha scoperto due condotte – una idrica, l’altra elettrica – che saranno messe in sicurezza con un intervento di riprofilatura. Oltre alla vegetazione ripariale, saranno come detto posizionati sette nidi artificiali destinati alle specie graccione e martin pescatore. Si tratta, come evidenziato dal direttore della Riserva Davide Belfiori, della prima azione sperimentale realizzata nella nostra regione, con l’obiettivo di facilitare la nidificazione. In tale ottica da segnalare che quest’anno, all’interno della Riserva, 12 coppie di cavaliere d’Italia hanno nidificato. «Si tratta di un importante progetto per la nostra Riserva – sottolinea Belfiori – che integra gli aspetti di sicurezza idraulica con quelli di conservazione della biodiversità». La Riserva Ripa Bianca, riaperta il 18 maggio, è visitata ogni anno da circa 8 mila persone. Pronto a partire nei prossimi giorni il centro estivo per ragazzi (già piene le prime due settimane), mentre sono in programma ulteriori iniziative per l’estate rivolte sia agli adulti che ai bambini.

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