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Ospedale di Senigallia nel post Covid: «Nuove strumentazioni
e potenziamento del personale»

SANITA' - Ad annunciarlo nel corso del Consiglio Grande è stato il sindaco Mangialardi. All'assemblea era presente anche il governatore Ceriscioli: «Dall'emergenza insegnamenti e linee guida per il futuro»
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Il Consiglio sulla sanità

 

Un momento di approfondimento e analisi sulla gestione dell’emergenza Coronavirus e sulle prospettive del presidio ospedaliero senigalliese, che nei mesi della crisi sanitaria è stato tra quelli classificati Covid positivo e ha contribuito a salvare molte vite umane. Questo l’obiettivo del Consiglio Grande voluto dal sindaco di Senigallia Maurizio Mangialardi e dal presidente del consiglio comunale Dario Romano, che ha visto anche le relazioni del governatore Luca Ceriscioli, del direttore dell’area vasta 2 Alessandro Marini e dell’assessore comunale ai Servizi sociali Carlo Girolametti. «Abbiamo voluto questo Consiglio Grande – ha esordito il sindaco Mangialardi – la cui convocazione era stata peraltro votata all’unanimità dal consiglio comunale, per dare alla nostra comunità un’occasione di confronto e partecipazione al fine di comprendere i risvolti della grave crisi sanitaria dei mesi scorsi. Una crisi che ha colpito molto duramente le Marche e che ha visto il nostro ospedale e il suo personale in prima linea su scala regionale per fronteggiare una situazione senza precedenti».

L’ospedale di Senigallia

«È evidente – ha aggiunto Mangialardi – che questa esperienza ci indica chiaramente la strada da seguire in futuro e le modalità con cui va ripensato il nostro modello sanitario, attraverso la crescita dei servizi e della medicina del territorio, che in questa fase abbiamo sperimentato grazie a tanti medici di base e che ha consentito a Senigallia di essere il primo comune ad attivare le Unità Speciali di Continuità Assistenziale per curare i malati a domicilio e circoscrivere il numero dei ricoveri in ospedale. L’obiettivo è evitare che un nuovo innalzamento dei contagi torni a mettere sotto pressione le strutture ospedaliere, pregiudicando o limitando il funzionamento delle prestazioni di ricovero previste. Ovviamente, in questo quadro, come ho già detto in altre occasioni, un ruolo fondamentale potrà a e dovrà averlo l’ospedale di Senigallia, che ha dimostrato di avere tutte le competenze professionali e umane per rispondere alle esigenze della popolazione, nell’emergenza come nella quotidianità. Certo, servirà un piano di rilancio, ma su questo siamo già al lavoro con la Regione Marche per investimenti mirati al potenziamento del piano occupazionale e l’acquisto di nuove strumentazioni. In questo ambito, abbiamo già predisposto tutto per essere pronti a recepire le risorse che certamente arriveranno dal ministero e dall’Unione europea con progetti concreti». «L’obiettivo di questa giornata – ha sottolineato il governatore Ceriscioli – è riflettere assieme su quella che è stata una vicenda epocale con la volontà di riconoscere il lavoro svolto nei mesi più difficili della pandemia, traendo gli insegnamenti e le linee guida per il futuro, ma anche per chiarire scelte che forse si fatica ancora a comprendere. Tra queste quella dell’utilizzo delle terapie intensive e semi intensive, che ora tutti sembrano volere. In realtà si tratta di attrezzature utilizzabili solo durante il picco pandemico e averle significa trasformare chi ne dispone in ospedali Covid. Fatto che va limitato il più possibile per preservare la possibilità di avere più strutture capaci di rispondere alle altre patologie, che ovviamente non scompaiono durante l’emergenza sanitaria».

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