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Le contraddizioni sul Piano socio sanitario

IL COMMENTO di Claudio Maria Maffei, medico e dirigente sanitario in pensione, dopo il balletto di ieri in Consiglio regionale sul Piano socio sanitario
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di Claudio Maria Maffei*

Dalla giunta arrivano quasi ogni giorno sulla sanità segnali come minimo sconcertanti. Sono di pochi giorni fa le dichiarazioni ed i comunicati stampa sui posti letto di terapia intensiva, che vengono contati anche quando non operativi e di cui ci si prende l’esclusivo merito quando di fatto nel conto dei nuovi posti letto finiscono soprattutto i letti creati dalla precedente giunta. Adesso viene fuori che il capogruppo di Fratelli d’Italia, Carlo Ciccioli, prima parla di revoca del Piano sanitario e poi corregge il tiro dicendo che lo si sta “solo” riscrivendo. Invece l’assessore competente Saltamartini parla di «revisione del Piano sociosanitario», aggiungendo che «la visione degli ospedali unici ha fallito il suo fine. Serve investire nei piccoli ospedali, nella prevenzione e corroborare l’attività socio sanitaria territoriale» e rilevando «la sistematica carenza di investimenti in prevenzione primaria».

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Carlo Ciccioli

Da tecnico a me pare che questa giunta e la coalizione che la sostiene abbia idee molto confuse sul Piano socio-sanitario in vigore e nemmeno si renda conto della contraddittorietà delle sue affermazioni e delle sue azioni. Partiamo dal Piano sociosanitario in vigore che non parla nella sua versione finale di ospedali unici, ma solo di ospedali nuovi. Il che ti fa chiedere se il Piano la nuova Giunta e relativa coalizione lo abbiano letto. Io penso di no. Se poi la nuova giunta non vuole gli ospedali nuovi si accomodi, se glielo consentono. Io non glielo consentirei. Ma ciò che più colpisce è che la nuova Giunta Acquaroli sembra ignorare che ha fatto già proprie gran parte delle indicazioni programmatorie della precedente giunta Ceriscioli. Ma pare non ricordarsene. Allora glielo ricordo io. La nuova giunta, in un silenzio tombale visto che non ne ha parlato quasi nessuno, ha già approvato il suo primo importantissimo atto programmatorio e cioè il Documento di economia e finanza regionale (Defr) 2021-2023 https://www.consiglio.marche.it/banche_dati_e_documentazione/iter_degli_atti/paa/pdf/d_am4_11.pdf). Il capitolo sulla sanità (ovviamente il più importante) l’ha approvato la nuova-vecchia Giunta perché il documento in questa parte è grottescamente (non mi viene altro termine) scritto in totale continuità con gli atti della precedente giunta, sia nella forma che nella sostanza. Lasciando perdere la forma (pessima, con un linguaggio incomprensibile ai non addetti fatto di acronimi e espressioni gergali tipiche della sanità) andiamo alla sostanza. Tutto questo documento non fa che citare gli atti della precedente giunta e riprendere tutte le indicazioni programmatorie che questa aveva dato.

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Il progetto dell’ospedale unico

Ad esempio, uno dei cavalli di battaglia della nuova giunta è la revisione della rete ospedaliera con la riapertura in qualche modo dei piccoli ospedali e con la rinuncia agli ospedali unici. Scelte sbandierate ripetutamente. Degli ospedali unici ho già detto (il Piano non ne parla), quanto ai piccoli ospedali nel Defr (scritto, ripeto, dalla nuova Giunta) si dice che “La riorganizzazione della rete ospedaliera e dell’emergenza-urgenza avviene sulla base delle indicazioni fornite dal Dm 70/2015 che ridefinisce gli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera.” Quindi, si ripete di fatto quel che c’è scritto nel vecchio piano e si ribadisce di fatto la impossibilità di una riapertura indiscriminata dei piccoli ospedali se non di quei pochi che potranno essere mantenuti perché a servizio di aree disagiate. Peraltro le bozze del famigerato recovery plan prevedono finanziamenti per la rete degli ospedali di comunità (di fatto costituiti nelle Marche dai piccoli ospedali riconvertiti) su cui adesso la nuova giunta a parole vorrebbe tornare. Un consiglio alla nuova giunta ed alla coalizione che la sostiene. Rileggete il vecchio Piano della vecchia giunta, rileggete il vostro Documento di economica e finanza regionale e rileggete le bozze del cosiddetto Recovery plan. Poi mettetevi d’accordo e parlate. Magari scoprirete che non c’è bisogno per le vostre (pochissime e confuse) nuove idee sulla sanità regionale di riscrivere un altro Piano perdendo una montagna di tempo in un periodo in cui il tempo non c’è. Peraltro, chi lo starebbe riscrivendo il nuovo Piano? Quelli che hanno scritto il precedente e hanno scritto il Defr? O ci sono tecnici ombra all’azione? Un po’ di serietà per favore.

*Medico in pensione, già dirigente sanitario

Bagarre sul Piano socio sanitario: «Ciccioli va dicendo che è revocato Saltamartini spieghi come stanno le cose»

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