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«Moda e wedding, settori in ginocchio
I ristori sono insufficienti»

INCONTRO tra i rappresentanti della Confartigianato e il presidente Acquaroli. Stando al report dell'associazione «il calo di vendite dello scorso anno è più del doppio della perdita accumulata nella successione delle due precedenti recessioni»
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I rappresentanti Confartigianato con il presidente Acquaroli

 

Moda e wedding sono in ginocchio. La pandemia ha inferto un colpo durissimo ad uno dei comparti di punta della nostra economia. I dirigenti imprenditori di Confartigianato Marche della moda e del wedding guidati dal presidente regionale Giuseppe Mazzarella hanno incontrato il presidente della Regione Francesco Acquaroli, per rappresentare le problematiche di questi settori.
Le imprenditrici e gli imprenditori «hanno spiegato l’inconsistenza dei ristori facendo rilevare che le somme stanziate sono esigue e insufficienti a indennizzare le imprese per le ingenti perdite subite a causa della crisi. Servono quindi maggiori risorse per dare risposte alle aziende che stanno soffrendo moltissimo». I dirigenti di Confartigianato con il segretario generale Giorgio Cippitelli, hanno inoltre richiamato la necessità di procedere con una campagna vaccinale rapida e su larga scala, perché solo con una situazione pandemica sotto controllo potranno ripartire le attività imprenditoriali. Confartigianato ha inoltre chiesto che la Regione si faccia portavoce presso il Governo della necessità di rafforzare le misure di sostegno per le aziende ed un progetto economico che permetta a tutto il sistema delle imprese, sin da subito, di tornare a lavorare. I cali sono drammatici per tutto il sistema moda, per l’abbigliamento (-24,2%) e calzature, articoli in pelle e da viaggio (-24,5%). Per i prodotti della moda, come rilevato dall’Ufficio Studi di Confartigianato, il calo di vendite dello scorso anno è più del doppio della perdita accumulata nella successione delle due precedenti recessioni. Tra il 2007 e il 2014: nell’arco di sette anni, infatti, le vendite scesero del 12,4% per abbigliamento e dell’11,1% per le calzature e articoli in pelle.
Servono subito interventi strutturali per rilanciare il settore di punta del made in Italy nel mondo, ad alta vocazione artigiana, la necessità di misure per rilanciare i consumi interni di moda e per accompagnare le imprese a riposizionarsi sui mercati internazionali.
La Regione ha assicurato il massimo impegno nella Conferenza delle Regioni e con il Governo e l’avvio di un confronto al tavolo regionale per lo sviluppo economico.

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