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Daniela Rinaldi, food blogger per caso
«Ho perso il lavoro dopo una malattia
La cucina mi ha salvato»

SOCIAL - La donna di Loreto ha trovato nel suo blog una via di fuga in un periodo critico. Monia Amaolo di Civitanova invece ha avuto una spinta in più dall'intolleranza al lattosio. «Spesso non trovo cibi adatti a me, per questo propongo ricette lactose free»
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Daniela Rinaldi

 

di Elisabetta Brasca

Il food blogger è la persona che coniuga la passione per il cibo allo scatto fotografico delle produzioni alimentari, pubblicando su un blog o un social un ricettario proprio dei vari piatti. Anche nelle Marche questo fenomeno, è molto usuale e infatti sono molti i blogger che si cimentano nella realizzazione di ricette, condividendolo nelle piattaforme online. Come ad esempio, Daniela Rinaldi di Loreto, amante della cucina a 360 gradi che ha trovato in essa una via di fuga a un periodo critico della sua vita. «La mia passione per la cucina nasce per caso – racconta –  ho scoperto qualche anno fa di avere una malattia alla testa e ho dovuto operarmi. Da quel momento mi sono trovata senza lavoro a dover crescere un figlio da sola perché vedova e nonostante l’operazione sia andata bene all’inizio era come ricominciare tutto da capo. Ho dovuto fare parecchia riabilitazione per stare in piedi, compiere dei movimenti banali come ad esempio prendere la forchetta e mangiare. La cucina è stata la mia ancora di salvezza perché mi ha aiutato a venir fuori dalla depressione che stava arrivando quando mi sono ritrovata a 48 anni a non avere più capacità di fare qualcosa».

 

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Cannelloni con cavolo nero di Daniela Rinaldi

 

Ora Daniela sta bene e si dedica con passione al suo blog sto piuttosto bene e mi piace cimentarmi in tutti cibi ma preferisco i salati e i primi piatti creati a mano.

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Cheesecake al limone e mirtilli

Ho molta curiosità però verso qualsiasi ingrediente e se vedo qualcosa che mi attira ho voglia di prepararlo. Tutti i miei piatti sono caricati nel blog “A tavola da Daniela”: «L’ho aperto grazie all’aiuto di un mio amico e da qualche anno lo curo tutti i giorni con regolarità. Il blog richiede molto tempo e sono  soddisfatta nel vedere che mi seguono persone italiane ma anche straniere, alcune provenienti dall’Argentina o dalla Germania. Spesso mi capitava poi di andare nei ristoranti e incontrare persone che mi seguivano e mi facevano i complimenti. Quindi posso dire di aver raggiunto una credibilità che mi dà tante soddisfazioni, il blog per me è stato una vittoria». Le tre chiavi per essere un ottimo food blogger sono il colore, la bellezza e la bontà del piatto, inevitabilmente l’occhio gioca la sua parte soprattutto se questi piatti sono condivisi in modalità virtuale. Congiuntamente con la parte pratica, c’è il fattore della visibilità ossia di essere conosciuto e di farsi conoscere. La policy che regola questi social, sia Instagram che blog è quella dell’interazione, soprattutto in Instagram dove i “mi piace” e i commenti non devono mai mancare. Queste due funzioni permettono all’algoritmo di mostrare utenti che condividono i medesimi contenuti di cucina, creando così una sorta di comunicazione tra simili.

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Monica Amaolo

Un’altra food blogger marchigiana è Monica Amaolo di Civitanova che considera la cucina come un grande hobby. «Ho sempre avuto la passione per la cucina e soprattutto per i dolci, poi mi sono iscritta ad Instagram e ho iniziato a interagire con i food blogger più noti per prendere spunto dalle loro ricette e reinterpretarle. Il mio è solo un hobby, non ho attestati o corsi di gastronomia». Monica è intollerante al lattosio e questo le ha dato una spinta in più: «Spesso mi capita di non riuscire a trovare cibi senza lattosio. Quindi ho sentito l’esigenza di realizzare ricette “lactose free” e così ho fatto. Spesso quando cucino i dolci, mi piace molto decorarli con fiori come ad esempio fiori di pesco o ciliegio vista la stagione primaverile, perché credo fermamente che lo spunto del dolce deve essere qualcosa che abbia a che fare con la natura. Mi diverto e mi sbizzarrisco a decorare le torte con mood floreali e naturalistici, che danno quel tocco in più di vivacità al piatto preparato».

 

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