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Giorgia Meloni promuove le Marche:
«Sono tornata per il tagliando
e trovo una regione all’avanguardia»

LA LEADER di Fratelli d'Italia a Numana per benedire l'operato del presidente Acquaroli: «Di rado mi è capitato di incontrare una persona così mite, apparentemente, e con così tanta determinazione: è questo che ti rende unico». Sul caso dell'Ultimo miglio sparito dal Pnrr: «Ci batteremo per il porto dorico». Stoccata al centrosinistra: «I ritardi delle Marche e le potenzialità inespresse non sono strutturali, ma causa della politica. Qui c'è tutto, ma il tema del turismo non è stato finora esplorato e il centrodestra lo sta facendo». Il governatore sul caso Filisetti: «Può avere le sue opinioni, basta che lo faccia nel rispetto della Costituzione»
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Francesco Acquaroli e Giorgia Meloni gomito a gomito

 

di Martina Marinangeli (foto Giusy Marinelli)

Il 25 giugno, lanciò la campagna elettorale di Francesco Acquaroli all’ombra dell’arco di Traiano ad Ancona. Oggi è sotto un altro arco, quello nella piazzetta della Torre a Numana, che promuove l’operato della giunta, dicendo che oggi, sotto molti aspetti, «le Marche sono una regione all’avanguardia». La leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni torna come promesso nel territorio della «vittoria storica» e si descrive come «ormai marchigiana d’adozione». Arriva all’appuntamento con un’ora di ritardo, trattenuta a Palazzo Raffaello da alcuni incontri. Ad aprire le danze è il commissario regionale Emanuele Prisco, seguito dall’intervento del governatore Acquaroli, orgoglioso «di sentir parlare delle Marche a livello nazionale, e ringrazio Giorgia Meloni per questo». Venendo alle vicende di casa nostra, sottolinea come «quella sulle infrastrutture sia la battaglia più grande che dobbiamo affrontare» e puntualizza: «ci giochiamo la possibilità vera per questa Regione di tornare protagonista».

Il discorso di Giorgia Meloni

Ma la scena è tutta per la leader nazionale, che arringa i presenti ed ogni passaggio del suo discorso viene accolto con un applauso. «Noi sosteniamo la battaglia sull’Ultimo Miglio – va subito al cuore della questione calda che tocca da vicino Ancona e le Marche, con l’opera infrastrutturale attesa da oltre 30 anni sparita dal Piano nazionale di ripresa e resilienza – e sosteniamo la battaglia per la valorizzazione del porto dorico. Tra le proposte che FdI ha fatto sia al Pnrr di Conte che al Pnrr di Draghi, c’era che uno dei capitoli fosse dedicato alle infrastrutture portuali in Italia e all’economia del mare. Per noi il porto di Ancona e l’Ultimo miglio, che è uno degli elementi che mancano, sono temi importanti. Io stessa avevo sottoposto al premier Draghi il tema dei porti e segnatamente di uno dei porti dell’Adriatico più strategici come il porto di Ancona, prima che il Pnrr arrivasse in Parlamento». Secondo la presidente di FdI, la scelta del presidente del Consiglio invece è stata quella «di nascondere il Piano nel cassetto e poi presentarlo due ore prima dell’approvazione con la formula ‘prendere o lasciare’ che secondo me è una scelta molto grave».

Allarga poi l’orizzonte, ricordando che «quella di settembre è stata una vittoria storica e proprio per questo è una responsabilità. Il problema delle roccaforti di un partito è che smettono di essere governate e ci si limita ad amministrare il potere. I ritardi delle Marche e le potenzialità inespresse non sono strutturali, ma causa della politica. Sono tornata qui per fare il tagliando e sono contenta di dire che trovo una regione all’avanguardia». Un passaggio sul sisma, con «piano per la Ricostruzione anch’esso sparito dal Pnrr. Ci chiamano il partito delle aree terremotate e siamo orgogliosi di questo». Conclude l’arringa con il tema del turismo, centrale in ogni intervento fatto da Meloni nelle Marche: «Ho scoperto questo posto un anno fa. Se penso alle Marche, penso ad una regione manifatturiera, non turistica. Ma cos’ha Numana meno della Croazia? La promozione. Nelle Marche c’è tutto, a parte qualcuno che dica che c’è. Il tema del turismo non è stato finora esplorato ed il centrodestra lo sta facendo». Conclude su Acquaroli: «Di rado mi è capitato di incontrare una persona così mite, apparentemente, e con così tanta determinazione: è questo che ti rende unico». A margine della conferenza, il governatore interviene sull’affaire Filisetti, con il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale finito nella bufera per la lettera agli studenti sul 25 aprile, ritenuta «revisionista»: «Non ho avuto neanche il tempo di leggere le dichiarazioni di Filisetti e non sono neppure interessato. Credo sia una cosa che non interessa i marchigiani. Io parlo con Filisetti di apertura e chiusura delle scuole e di come organizzare i trasporti pubblici. Filisetti può avere legittimamente o illegittimamente le sue opinioni, basta che lo faccia nel rispetto della Costituzione».

Il governatore Francesco Acquaroli

Francesco Acquaroli, Emanuele Prisco e Giorgia Meloni

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