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Il Teatro Pergolesi riparte
e ricorda le vittime del Covid
con un minuto di silenzio

JESI - Emozione al ritorno della lirica con lo spettacolo "Notte per me luminosa", scritta nel 2016 dal compositore Marco Betta
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Platea in piedi per il minuto di silenzio

 

Tanti applausi e tanto pubblico, distanziato e con mascherine, ieri sera al Teatro Pergolesi di Jesi che dopo tanti mesi ha riaccolto il pubblico per uno spettacolo ‘live’, l’opera lirica contemporanea “Notte per me luminosa”, scritta nel 2016 dal compositore Marco Betta su soggetto e testo di Dario Olivieri, ed ispirata all’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto. Una serata di grandi emozioni e di profonda commozione, con un tributo sincero da parte del pubblico a tutti i lavoratori coinvolti nella nuova produzione della Fondazione Pergolesi Spontini, primo evento della 54esima Stagione Lirica che riprenderà poi in autunno. Emozione per la ripartenza del teatro, insieme alle maestranze tecniche e artistiche di questa produzione che doveva andare in scena lo scorso novembre nell’ambito della scorsa Stagione Lirica e che era stata sospesa per l’emergenza pandemica. Ma anche tanta commozione e dolore per le vittime del Covid e per i loro familiari, che gli spettatori della “prima” e lo staff della Fondazione Pergolesi Spontini hanno voluto ricordare – tutti in piedi, distanziati e con mascherine – con un minuto di silenzio seguito da un lungo applauso, prima dell’apertura del palcoscenico. «Quando abbiamo pensato, l’anno scorso, alla programmazione di questo spettacolo, in un periodo già molto complicato per i teatri a causa dell’epidemia – ha detto agli spettatori il direttore artistico Cristian Carrara prima della ‘prima’ – abbiamo pensato di farlo coinvolgendo quasi tutte maestranze marchigiane, quindi troverete la vostra terra stasera qui, al ‘Pergolesi’. Abbiamo scelto un titolo nuovo, onirico, con al centro il mondo della creazione artistica. Un titolo che dura un’ora, quindi un tempo congruo per ritornare a teatro, nella speranza di tornare poi la prossima volta speriamo magari un pochino più vicini. Per concludere, la bellezza dell’incontro di questa sera a teatro ci spinge a pensare a coloro che non ci sono più, ai loro famigliari e a tutti coloro che hanno molto sofferto per questa pandemia. E a loro, dedichiamo stasera il nostro minuto di silenzio».

Una scena dello spettacolo

 

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