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Largo Casanova malato ‘a lungo termine’:
«Ma questo luogo del cuore
tornerà a battere»

ANCONA - Equipe comunale al lavoro (verrà utilizzato anche un drone) per cercare di capire come intervenire sul punto panoramico di Capodimonte, dove è stato ravvisato un abbassamento della sede stradale a ridosso del muretto. L'assessore Foresi: «Troveremo in bilancio i fondi necessari per la sistemazione»
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Largo Casanova transennato

di Giampaolo Milzi

La prima prognosi era stata riservata, ma ci si attaccava alla speranza che l’esito potesse evolvere in modo non troppo infausto. E invece per il Largo Belvedere Casanova – uno dei “luoghi del cuore” indicati in un sondaggio municipale dai cittadini per la concretizzazione della vocazione turistica di Ancona – la prognosi, pur restando riservata, delinea uno stato di «ammaloramento grave e complesso». A stilare il bollettino, dopo i primi, articolati rilievi compiuti sul posto dal geologo comunale Luca Amico, l’assessore alle Manutenzioni, Stefano Foresi. 

Stefano Foresi

«E’ stato osservato un abbassamento abbastanza importante della sede stradale proprio a ridosso del marciapiede e del muro. Questo fenomeno potrebbe essere dovuto all’azione delle acque di infiltrazioni meteorica», ha spiegato Foresi. Già, il condizionale è d’obbligo. Perché da un lato c’è una certezza: l’area in cima al colle di Capodimonte-Astagno da cui si protende (superata piazza Antonio da Sangallo) il sito reso “off limits” a metà dell’aprile scorso, è caratterizzata da un sottosuolo storicamente spugnoso con fonti naturali d’acqua “underground” e da una superficie molto permeabile (basta pensare che fin dall’Ottocento il toponimo Astagno per indicare l’omonima via e il colle fu adottato prendendo spunto dalla parole latine “ad stamnum”, a ricordare l’acqua stagnate presente e una sorgente); da qui la decisione dell’equipe comunale, ha rimarcato Foresi «di precedere all’esecuzione di un saggio a ridosso del muro dove si nota l’abbassamento della strada per valutare l’entità dell’azione di dilavamento delle acque». Per altro verso va considerato che un po’ tutto lo strato dell’asfaltatura non è pianeggiante, ma martoriato da anomale ondulature e fenditure. E nel complesso non si esclude affatto che il sito – una specie di triangolo schiacciato che si affaccia sul golfo a mare della bella Ankon possa essere afflitto da seri problemi di natura statica. Il geologo Amico e il suo staff useranno strumenti di indagine molto sofisticati. «Tra questi un drone – annuncia Foresi – per una valutazione più puntuale dello stato del muro nella sua interezza». Il muro cui fa riferimento l’assessore è in realtà il lungo parapetto che si incunea a punta sullo strapiombo in parte celato dalla rigogliosa vegetazione. Una struttura da cui si diparte un ramo che scende in direzione della sottostante Porta Pia (dal 1789 nuovo ingresso principale della città sotto cui passava l’omonima strada) e della Mole Vanvitelliana. Un ramo di cinta, che era collegato poi proprio nei pressi di piazza Sangallo alle mura che salivano fino alla Rocca della Cittadella (o Sangallo) e al suo Campo trincerato. I nuovi studi andranno «ad escludere con certezza – come ipotizza Foresi – che il muro del parapetto non mostri nel suo complesso fenomeni di cedimento strutturale». Ma il rischio permane.
Probabilmente, ad aggravare nel tempo lo stato di salute del Largo Belvedere Casanova – isolato con quattro strisce di transenne di legno lunghe quasi 50 metri fra le quali è stato ricavato un passaggio pedonale – l’abitudine di piazzarvi delle auto in sosta. «E’ quasi certo che sostituiremo la recinzione con transenne di legno con una del tipo new jersey (quelle che dividono le corsie autostradali, ndr) proprio per essere sicuri di impedire ai veicoli di posteggiare a ridosso della struttura e di andare così ad aumentare il peso delle sollecitazioni verticali». Sicuro, Foresi, che questo «angolo del cuore tornerà a battere». E a restituire uno dei più straordinari panorami cittadini (l’intero arco portuale con alcuni monumenti, il colle di San Ciriaco con la Cattedrale). Tuttavia i tempi degli interventi necessari sono aleatori, data la complessità degli studi e delle analisi da compiere, al temine delle quali dovranno essere appaltati i lavori. A settembre si potrà fare qualche importante passo avanti. «I fondi necessari – ne è sicuro Foresi – li troveremo in bilancio». Ma tant’è, per tutta l’estate, ed oltre probabilmente, niente più effetto cartolina. A ricordare l’antico valore della zona una targa, quella sul lato opposto della murata a mare, in memoria della medievale Porta Capodimonte, eretta nel 1335 e demolita dopo la fine della seconda guerra mondiale dai militari alleati.

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