facebook rss

Operaio ucciso da un distributore,
due persone a giudizio
Un terzo imputato patteggia

CINGOLI - La vittima lavorava per la ditta Carnj, sotto accusa i dipendenti di una azienda di macchinette automatiche (sono di Ancona, Jesi e Agugliano). Oggi si è svolta l'udienza davanti al Gup del tribunale di Macerata
Print Friendly, PDF & Email

distributore

 

Distributore cade e uccide un dipendente della ditta Carnj, a Cingoli: tre operai che si stavano occupando del trasporto finiscono sotto accusa: uno ha patteggiato, gli altri due sono stati rinviati a giudizio questa mattina dal gup del tribunale di Macerata. I fatti sono avvenuti nel 2019, a marzo c’era stato l’incidente, a settembre l’operaio ferito era morto a causa delle ferite riportate. I famigliari della vittima, il macedone Alija Ahmedi, sono stati in precedenza risarciti dall’assicurazione. Secondo la ricostruzione fatta dall’accusa (pm Vincenzo Carusi), il 13 marzo del 2019 tre dipendenti di una ditta di distributori automatici (accusati di omicidio colposo) stavano trasportando un distributore di alimenti e bevande lungo le scale dell’azienda.

Dal primo piano scendevano al piano terra e stavano utilizzando un saliscala, un macchinario che si muove utilizzando un cingolo per aiutare il trasporto. Ad azionarlo c’era Michael Squartini, 55 anni, di Ancona, residente a Jesi, mentre Raffaele Barchesi, 47 anni, residente ad Agugliano, e Luca Verdenelli, 44 anni di Ancona, erano incaricati della vigilanza della zona. Secondo l’accusa gli imputati non avrebbero messo in atto tutte le azioni necessarie a garantire che nessuna persona entrasse nella zona dove stavano muovendo il distributore. L’operaio era entrato sulle scale e proprio in quel momento il distributore era caduto, travolgendolo. L’uomo era morto diversi mesi più tardi (il 3 settembre 2019). Oggi uno degli imputati, Barchesi, ha scelto di definire il procedimento e patteggiare la pena: 1 anno e 2 mesi. Il gup Domenico Potetti ha poi rinviato a giudizio gli altri due operai. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Andrea Netti e Valentina Romagnoli. I difensori respingono le contestazioni sostenendo, per quanto riguarda Squartini e Verdenelli, che non hanno nemmeno in minima parte partecipato alla dinamica dell’infortunio.

(Gian. Gin.)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page



X