Il Progetto Appennino,
i possibili effetti virtuosi,
attraverso i suoi protagonisti

FABRIANO - Francesco Leporoni, promotore del Progetto Appennino sul territorio fabrianese e sentinate: "Lo abbiamo presentato nella seconda commissione ambiente in Regione, siamo partiti dall'esempio del Progetto Trentino degli anni Ottanta, e ci abbiamo lavorato, tra l'ideazione e la messa in pratica, dieci anni. Ora è realtà, un esempio allargabile a tutte le Marche e un volano turistico e lavorativo"

La mappa dell’area sentinate-fabrianese del Progetto Appennino

 

 

La mappa dell’area fabrianese

 

di Sara Bonfili

Un punto sul Progetto Appennino Marche. Si farà con l’agronomo Francesco Leporoni lunedì 7 maggio nella sede dell’Unione Montana (via Dante n. 268, Fabriano) Esino-Frasassi a Fabriano. L’incontro è organizzato dal Gruppo Micologico Naturalistico Fabrianese, in collaborazione con l’Unione Montana Esino-Frasassi. Il Progetto Appennino è stato definito con la Legge Regionale n.31 del 22 dicembre del 2009, e corrisponde a una serie di scelte per la bonifica di aree dissestate, per la riqualificazione della sentieristica, azioni per la prevenzione di incendi boschivi e rischi idrogeologici, gestione forestale sostenibile, valorizzazione del patrimonio ambientale compresa la didattica e l’educazione ambientale nelle scuole. Collaborano con la Regione le province, i comuni, i centri per l’impiego e naturalmente l’Unione Montana. L’area del fabrianese è interessata nei confini che comprendono le frazioni di Valleremita, Cancelli, Cacciano, Serradica, Campodonico e Belvedere (confina quindi con la provincia di Macerata), in parte Attiggio, Collepaganello, Paterno, per un’area di oltre 4mila e ottocento ettari. L’area tra Fabriano e Sassoferrato comprende le frazioni di Campodiegoli, San Cassiano, Cupo, Bastia, Vallina, Viacce, Rucce, fino a Sassoferrato e le sue frazioni Casalvento, Piaggiasecca, San Felice e Perticano con un’estensione di circa 2mila e seicento ettari.

 

Francesco Leporoni, promotore del Progetto Appennino: “Alle seconda commissione ambiente in Regione abbiamo presentato l’esperienza della sperimentazione di questo progetto, che nasce dalla buona pratica del progettone Trentino degli anni Ottanta, un’idea che ha funzionato e ha portato riscontri in termini di ambiente e turismo. C’è stata una prima sperimentazione, uno studio di fattibilità per individuare l’area tra i comuni di Fabriano e quello di Sassoferrato, con l’appoggio della provincia di Ancona e il co-

Il sentiero attrezzato di Valleremita (Fabriano)

Il sentiero attrezzato di Valleremita (Fabriano)

finanziamento della Regione”. “Si tratta di un progetto”, continua Leporoni, “su cui abbiamo lavorato tanto, dall’idea alla sua realizzazione ci sono voluti 10 anni, mentre un paio di anni in realtà per la messa in opera di tutti i lavori: i rilievi ambientali, la pulizia dell’area, i lavori di viabilità forestale, la sistemazione dei fossi montani, delle piste e dei sentieri, che ora vengono fruiti a piedi e in mountain bike”. “Un progetto che ha già i suoi primi frutti, poiché l’ambiente è stato migliorato e viene fruito, che potrebbe essere replcato su tutta la regione. Ha coinvolto almeno una cinquantina di operai, un grande manodopera in proporzione, sui materiali, rispetto a quanto si fa in altri progetti ad esempio edilizi, proprio in un periodo, quello a cavallo dei due PSR Marche, 2007-2013 e 2014-2020, in cui la contunuità lavorativa poteva essere interrotta, nell’attesa che uscissero i nuovo bandi. Al di là della messa in sicurezza di alcune zone ha consentito una riqualificazione ambientale con finalità di occupazione poichè una volta realizzati gli interventi devono essere manutenuti, con un possibile sistema virtuoso in termini di lavoro e turismo”, conclude Francesco Leporoni.

Santa Maria di Val di Sasso a Valleremita

Il segretario del Gruppo Micologico Naturalistico Fabrianese presieduto da David Monno, Sandro

Morettini: “Parlando con Francesco Leporoni mi è stato presentato questo progetto che credo si interessante per valorizzare una zona, la nostra, che dopo il sisma del 2016 soffre anconra di più il rischio di abbandono da parte delle giovani generazioni. In questo caso il progetto prevede una rivalutazione ambientale, che come amante della montagna, non posso che apprezzare, ma anche un possibile sviluppo futuro. Spero solo che sia mantenuto nel tempo, perché è importante dargli continuità per vedere gli effetti a lungo termine” . “L’incontro di lunedì prossimo fa parte di un ciclo di eventi che organizziamo, l’ultimo con l’Assam, su vari temi ambientali e naturalistici. L’associazione si occupa non solo di funghi, a dispetto di quanto indicato dal nome, ma di tanti temi ambientali: organizziamo uscite, mostre, visite didattiche, partecipiamo a festival, collaboriamo con altre associazioni sul territorio”, sottolinea Morettini.

La chiesetta di San Francesco a Camporegio

L’appuntamento è quindi per il 7 maggio alle 21, presso la sala convegni di via Dante dell’Unione Montana.

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