di Gianluca Ginella
Un sassolino di 7 millimetri che non era stato rimosso dai medici mentre avevano in cura un 39enne di Macerata: da lì è iniziato un calvario per il giovane per via di una necrosi che ha comportato un intervento d’urgenza con l’asportazione di parte delle ossa del cranio. Il giovane era stato in cura, in seguito ad un incidente, all’ospedale di Torrette, ad Ancona. Il legale del 39enne ha chiesto un risarcimento al nosocomio dorico che dovrà essere definito una volta che saranno completate le cure. Tutto è cominciato il 15 agosto dello scorso anno quando il 39enne, mentre si trovava a casa sua per fare dei lavori, è scivolato nel salire su di un rimorchio. Cadendo si è fratturato una vertebra e ha battuto la testa. E’ stato portato all’ospedale di Torrette.
Oltre alla lesione alla colonna vertebrale aveva «una lesione in sede frontale con piccola lacerazione cutanea e un corpo estraneo di 7 millimetri, come risulta dalla Tac eseguita al momento del ricovero – scrive l’avvocato Sandro Giustozzi, che assiste il giovane e i suoi famigliari, agli Ospedali riuniti cui chiede un risarcimento del danno –. L’11 settembre 2016 la ferita veniva medicata. Il 16 settembre veniva emessa la seguente consulenza: “in regione emifrontale destra si osserva esito di ferita post traumatica a margini lacero contusi con perdita di sostanza a tutto spessore cutaneo già saturata. Da rivedere in occasione della dimissione”». Passa oltre un mese e il 27 ottobre il 39enne viene trasferito nella Unità spinale del Torrette. La situazione si aggrava e in dicembre una tac evidenzia «la presenza di un aspetto diffusamente tarlato dell’osso frontale compatibile con il processo osteomielitico cronico – scrive il legale –. Il 22 dicembre il paziente viene sottoposto ad un delicato intervento neurochirurgico per l’asportazione dell’osso frontale. Attualmente ha gravi danni al capo in quanto una parte del cranio è stato asportato in conseguenza della osteomielite causata da imperizia e negligenza dei medici dell’ospedale di Torrette». Secondo il legale i medici che hanno avuto in cura il 39enne «non hanno adeguatamente curato la piccola ferita lacero-contusa alla fronte e non hanno asportato il corpo estraneo, favorendo così una grave patologia osteomielitica che ha causato la necrosi dell’osso frontale». Il legale conclude dicendo che «non appena i postumi saranno stabilizzati incaricherò un medico legale per quantificare la riduzione della integrità psicofisica del giovane, potendo quantificare il danno patrimoniale e non patrimoniale». Ora il 39enne si trova ricoverato all’ospedale di Bologna dove sta svolgendo la riabilitazione per la frattura della vertebra. «Il giovane è stato operato urgentemente in quanto tale gravissima infezione si stava estendendo a macchia d’olio sull’intero cranio – dice Giustozzi -. La responsabilità appare evidente e il danno enorme ed è ancor più grave che, per la mancata rimozione di un sassolino, la cui presenza è stata evidenziata già dalla prima Tac eseguita al momento del ricovero, e per non aver adeguatamente curato una piccola ferita è intervenuto il processo osteomielitico con frantumazione di una parte del cranio».
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