
(Foto di Federico De Marco)
La marea di fiaccole che ha rischiarato la notte a Fontenoce ha lasciato il posto all’alba, quella dell’arrivo, atteso, conquistato. Era da poco sorto il sole infatti quando le decine di migliaia di persone che hanno partecipato al 39esimo pellegrinaggio Macerata-Loreto sono arrivate davanti alla basilica della Santa Casa. Circa 30 i chilometri percorsi da giovani, anziani, bambini provenienti da ogni parte d’Italia. Uno spettacolo che si rinnova ogni anno, un’emozione unica. In molti quelli arrivati dalle zone più colpite dal terremoto: “Non crolliamo e non molliamo” c’era scritto in alcuni cartelli. La partenza dallo stadio Helvia Recina verso le 21,30, dopo l’atteso messaggio di Papa Francesco (leggi l’articolo).
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In alto la galleria fotografica di Federico De Marco
Intorno un uomo di 59 anni ha imboccato contromano una strada a Villa Potenza, quasi a forzare uno dei posti di blocco delle forze dell’ordine. E’ stato fermato dalla polizia stradale: era ubriaco. Nel sangue più del triplo dell’alcol consentito, cioè 1,7 grammi/litro. L’uomo è stato denunciato, la patente ritirata e l’auto sequestrata. Nessuno è rimasto ferito. Per il resto il cammino dei pellegrini è filato liscio, senza intoppi, solo qualche malore dovuto alla stanchezza. Imponenti le misure di sicurezza messe in campo, molte più degli anni passati, anche se l’ombra di un possibile attentato ha accompagnato il fiume di persone fino all’arrivo. Immancabile la fiaccolata di Fontenoce, così come i fuochi d’artificio che hanno rischiarato la notte di preghiera. Quindi la consueta statua della Madonnina nera lasciata agli ultimi della coda. A Loreto i classici disagi nell’accedere alla basilica: troppo piccola per quanti sarebbero voluti entrare. Piazza blindata, divieto di vendere bevande in vetro o lattina rispettato e continui avvertimenti su come comportarsi all’arrivo. La stanchezza finale come cifra comune di un percorso condiviso, concluso.













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