
Foto d’archivio
Per la procura avrebbe venduto informazioni riservate a un’agenzia investigativa fuori regione: poliziotto a processo. Il rinvio a giudizio è stato decretato questa mattina dal gup per l’ispettore capo del Commissariato di Senigallia finito sotto indagine lo scorso anno per corruzione, accesso abusivo ai sistemi informatici e rivelazione dei segreti d’ufficio. Il processo per il poliziotto, difeso dall’avvocato Ruggero Tomasi, inizierà nel maggio 2020. A giudizio ci sarà anche il titolare dell’agenzia investigativa del Modenese a cui l’ispettore avrebbe venduto informazioni dietro il pagamento – dice la procura – di circa 4 mila euro. La somma è stata sequestrata al pubblico ufficiale lo scorso gennaio su disposizione del gip Paola Moscaroli. Stando alle accuse, sarebbe stato il detective privato a pagare l’ispettore per estrapolare informazioni riservate dai database digitali e girarle all’agenzia, contatta da alcune aziende per chiedere informazioni su una serie di persone da assumere. Uno nodo cruciale dell’inchiesta c’era stato nel marzo 2018, quando il gip aveva firmato una misura cautelare che imponeva al poliziotto una sospensione temporanea dal servizio, con tanto di sequestro di pistola e distintivo. L’imputato è tornato al lavoro da circa tre mesi. Nell’indagine era finito anche il nome di un pm onorario del tribunale di Pesaro. Gli investigatori ipotizzavano che anche il magistrato in un’occasione avesse chiesto al poliziotto di sbirciare negli archivi. Il caso, per competenza, è passato alla procura de L’Aquila che, recentemente, ha chiesto di archiviare la posizione del pm.
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