
Carlo Gentili
«La “Dea Lupa” torni a Tolentino». L’artista Carlo Gentili, lancia un appello affinché il reperto più antico al mondo legato alla figura della “Dea Lupa” (nudo femminile e testa di lupo) torni a casa: “La Venere di Tolentino” di 12.000 anni fa è infatti anonimamente esposta nel Museo archeologico di Ancona insieme a migliaia di altri reperti. «E’ assurdo – dice Gentili – che un reperto unico al mondo, preziosissimo che porta il nome “la Venere di Tolentino” non possa essere visitato laddove è stato rinvenuto». Rinvenuto nel 1884 a Tolentino, il reperto è attualmente conservato al museo archeologico nazionale. La Dea Lupa, divinità associata alla Grande Madre, era adorata nell’antichità in tutto il bacino mediterraneo. Anche Roma, fin dai suoi albori, non rimase indifferente all’immagine della dea, tanto da associare i suoi natali alla famosa lupa capitolina nell’atto di allattare Romolo e Remo. Nota come la donna lupo, come ci ricorda Beatrice Barberis richiama alla mente un utilizzo rituale, probabilmente la prima immagine nota di quella che sarà in epoca classica e soprattutto medievale, l’idea del licantropo, l’uomo lupo.
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