La violenza di genere al centro
de ‘Le giornate doriche
tra medicina e diritto’

ANCONA - Appuntamento il 30 maggio alle 14,30 alla Loggia dei Mercanti. Si parlerà anche della sentenza di appello che ha scagionato i due peruviani accusati di violenza sessuale su una loro connazionale perchè considerata troppo poco avvenente

Foto d’archivio

 

Anche quest’anno l’Aiga Sezione di Ancona ed il Dipartimento di Medicina Legale di Torrette, in collaborazione con gli Ordini dei Medici e degli Avvocati di Ancona rinnovano il consueto appuntamento con le “Giornate doriche tra medicina e Diritto”, giunto alla VIII edizione, la cui direzione scientifica è affidata alle dott.sse Loredana Buscemi ed Arcangela Guerrieri. Spiegano gli organizzatori dott.ssa Loredana Buscemi e l’avv. Mario Antonio Massimo Fusario – «Quest’anno è stato scelto il titolo ‘Le problematiche medico legali: tra il vecchio ed il nuovo’ perché verranno affrontati temi ben noti e di cui si è sempre discusso, quali il consenso all’atto medico-chirurgico, la violenza sulle persona fragili, il rapporto del medico curante con lo specialista e l’annosa responsabilità professionale del medico, alla luce della recente normativa anche in tema di consenso informato, e delle ultimissime pronunce giurisprudenziali». Durante l’incontro saranno analizzate tre recentissime e discusse sentenze relative alla violenza di genere: quella di Bologna del marzo 2019, relative al caso di Michele Castaldo, che ha visto ridursi in appello la condanna per l’omicidio di Olga Matei; le motivazioni del caso Javier Napoleon Pareja Gamboa che secondo i giudici genovesi «non ha agito sotto la spinta di un moto di gelosia fine a se stesso, per l’incapacità di accettare che la moglie potesse preferirgli un altro uomo, ma come reazione al comportamento della donna, del tutto contraddittorio che lo ha illuso e disilluso allo stesso tempo»; infine, la vicenda che riguarda la città di Ancona, per l’assoluzione, in Appello, di due peruviani, accusati di aver violentato una ragazza ventiduenne a Senigallia nel 2015 perché era «Troppo poco femminile da per poter abusare di lei». La Cassazione, accogliendo il ricorso della Procura Generale di Ancona e della parte civile, ha, sempre nel marzo 2019, ribaltato l’assoluzione in Appello. La vittima dello stupro e la mamma non vivono più e sono scappate per la vergogna. Appuntamento a Palazzo della Loggia il 30 maggio 2019 alle 14,30.

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