
Il giovane spostatosi dopo aver preso dei calci
Sono sempre di più le persone che si ritrovano a dormire in strada.
Per alcune si fa finta di nulla, per altre si chiamano forze dell’ordine e Comune e poi, in alcuni casi, se la situazione permane per più giorni senza che nessuno sia intervenuto nel frattempo, si arriva pure a prendere a calci chi dorme, pur di farlo spostare.
Sabato, intorno alle 2, la coordinatrice di Ancona dei City Angels, Patrizia Guerra, è dovuta andare in corso Mazzini dove un africano aveva creato il proprio giaciglio a terra, non consentendo però in questo modo ad alcuni residenti di passare agevolmente.
La chiamata ai City Angels è arrivata non tanto per ‘eliminare’ un problema, quanto per tentare di risolverlo poiché l’associazione di volontariato si occupa anche di far di tutto per trovare a queste persone un posto adeguato nel quale stare e dormire «Seppur non sia purtroppo per molti giorni» spiega Guerra che, andata in corso Mazzini, ha avuto modo anche di instaurare un rapporto con l’uomo e farsi raccontare il perché si trovasse lì, in quelle condizioni.

Lo straniero che da via Montebello si è spostato in corso Mazzini
«Due ragazzi mi hanno chiesto aiuto perché spaventati. Nel vederlo immobile, pensavano – dice – che potesse essere morto. Quando pian piano l’ho svegliato, ha raccontato che precedentemente dormiva in strada nella zona di via Montebello, sotto a un porticato – spiega -, ma qualcuno lo aveva preso a calci e allora si è spostato verso il centro. Inizialmente, ancora assonnato e svegliato nel cuore della notte, inevitabilmente era impaurito. Una volta iniziato a parlare, si è però aperto e i due ragazzi che l’avevano trovato, nel frattempo sono andati a casa per tornare con del cibo».
Anche in questo caso, si provvederà insieme ad altre associazioni di volontariato, a fornirgli in qualche modo assistenza: c’è infatti chi porta da mangiare, chi i vestiti e così via.
Invariata, in parte, è anche la situazione al Passetto dove alcuni cittadini pakistani continuano a dormire ai piedi della scalinata, nonostante la mareggiata di poche notti fa che li ha completamente bagnati. Pure in questo caso «Cerchiamo di occuparci di loro fino a quando non troveranno una situazione più umana perché, dormire a cielo aperto e con queste temperature, non lo è». Ecco allora che i volontari dei City Angels, a turno, si recano anche al Passetto per accertarsi quotidianamente sulle loro condizioni di salute.
Ad alcune di queste persone vengono fornite un’assistenza e un alloggio «Ma poi – riprende -, trascorsi 15 giorni sono al punto di partenza».

Un’altra persona che, fino a pochi giorni fa, dormiva in strada al Piano
Per circa una settimana, altre due persone si sono trovate a dormire sotto ai porticati dell’ex Cinci al Piano. Una di queste, era anche già nota ai servizi sociali per essere un’accumulatrice seriale che trascinava nel suo giaciglio oggetti presi da cestini e bidoni dell’immondizia. La zona in cui dormiva, in condizioni pessime, è stata ripulita «ma lei continua a girare al Piano – spiega – e in alcuni momenti urla anche, creando paure ai passanti di quel momento. La vera soluzione allora – conclude Guerra – dovrebbe essere non quella di spostare queste persone per poi farle tornare a sentirsi gli ultimi, tra gli ultimi; ma di dare un’assistenza, che in alcuni casi è anche quella sanitaria, perché ne hanno bisogno. Noi, ci proviamo nel nostro piccolo accompagnandoli anche al pronto soccorso per essere visitati. Ma, sono convinta, che qualcosa di più, per loro, si possa e si debba fare».
Redazione CA

Uno dei giacigli al Piano

I pakistani tuttora al Passetto
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