«Quello dell’efficacia dei ripascimenti è un tema ormai vecchio che non risolve il problema e prevede un dispendio continuo di risorse pubbliche. Meglio sarebbe studiare una soluzione condivisa con tutte le istituzioni, Regione Marche, Comune di Ancona e gli operatori, per prevedere un arretramento degli stabilimenti che sia sostenibile sia sotto l’aspetto ambientale che economico».
A sostenerlo in una nota è Riccardo Picciafuoco, presidente facente funzione del Parco del Conero intervenendo in un dibattito che coinvolge l’ente Parco per quanto concerne l’impatto sull’ambiente.
«Questi interventi di ripascimento che si ripetono ogni 4-5 anni – spiega nel comunicato Picciafuoco – particolarmente onerosi per le casse pubbliche creano malumori e disagi ai fruitori oltre che invasivi sull’ecosistema fragile senza dimenticare che gli inerti non possono avere le stesse caratteristiche qualitative di quelli trattati dal mare». L’architetto alla guida pro tempore del Parco del Conero ripercorre anche le tappe che hanno caratterizzato gli ultimi 15 anni. «Il Piano particolareggiato del 2011 poi ripreso dal Piano del Parco venne adottato dalla giunta Gramillano ma poi non concluso dalla prima giunta Mancinelli – ricorda – ed era stato condiviso anche dagli stessi operatori che erano sostanzialmente d’accordo nell’arretramento».
Per il presidente occorre quindi ragionare in termini di visione a medio lungo termine. «Auspichiamo – conclude – che si possa riprendere questo confronto e riaprire un tavolo al quale il Parco del Conero è pronto a sedersi per contribuire a risolvere tutti insieme e definitivamente una questione annosa».
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