
L’aula del consiglio comunale di Falconara
Il Gruppo consiliare del Partito Democratico di Falconara si difende dalle accuse di essere uscito dall’aula «per non votare l’intitolazione di una via o di una piazza ai caduti di Nassiriya, i consiglieri di opposizione hanno voltato le spalle allo Stato».
Mosse da Vincenza De Luca, eletta consigliere di maggioranza e presidente del consiglio comunale di Falconara, il Gruppo consiliare del Pd spiega che si tratta di: «Falsità. Abbiamo abbandonato l’aula per protesta contro la decisione della Presidente dell’Assemblea di non mettere all’ordine del giorni i tagli ai fondi Pnrr».
Il Gruppo Dem prosegue poi affermando che «la presidente del consiglio ha invece preferito non mettere nell’ordine del giorno l’interrogazione presentata dal Partito Democratico il 18 ottobre sulla rimodulazione dei fondi del Pnrr, e pensare che tra i banchi della maggioranza siede l’assessore regionale al bilancio che ha da poco affrontato l’argomento in Consiglio Regionale sempre su una interrogazione del Pd. Quello che come Partito Democratico vorremmo che la cittadinanza sapesse – prosegue -, è che fine faranno gli investimenti previsti dai fondi del Pnrr dopo la rimodulazione fatta dal governo centrale e che si ripercuoteranno sui Comuni, tra cui Falconara».
Dunque, i Dem, aggiungono che «l’impatto della riduzione dei fondi relativo alla provincia di Ancona è pari a 83.3 milioni di euro, e solo per la città di Falconara si parla di una riduzione di oltre 6 milioni di euro. Con questi fondi – continua – sono stati infatti finanziate le ristrutturazioni più importanti del nostro territorio. Le scuole Peter Pan-Giulio Cesare vedono un taglio di finanziamento di oltre 4 milioni di euro, la scuola primaria di Castelferretti vede un taglio di 900.000 euro, per la scuola d’infanzia di Falconara Alta sono previsti tagli per circa 360.000 euro. Altri tagli previsti per l’ex Garage Fanesi per oltre 300.000 euro e così via per un totale di 6.525.000 euro».
Il Gruppo consiliare del Pd si chiede allora «che fine faranno queste opere dopo questi ridimensionamenti? Perché non ci rispondono? Questi – spiega – sono gli argomenti concreti che interessano i cittadini: un argomento molto più interessante rispetto alle polemiche e alle false accuse scatenate nei confronti dell’opposizione».
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