La Politecnica di Ancona all’avanguardia:
formati i nuovi esperti in Scienze Forensi

UNIVPM - Conclusa con successo la prima edizione del corso nato dalla collaborazione con la Polizia di Stato

Un momento della conferenza

In un’epoca in cui la tecnologia corre veloce, anche le scienze forensi devono tenere il passo.
E’ con questa premessa che il Centro Carmelo dell’Università Politecnica delle Marche, in collaborazione con il Ministero dell’Interno – Dipartimento della Pubblica Sicurezza, ha lanciato e portato a termine con successo la prima edizione del corso di perfezionamento in ‘Strumenti e metodi per le scienze forensi’. Un’iniziativa che si pone come esempio virtuoso di sinergia tra mondo accademico e forze dell’ordine.
I risultati di questa pionieristica edizione sono stati presentati oggi in una conferenza stampa che ha visto la partecipazione del Rettore Gian Luca Gregori, del Comitato Ordinatore Univpm composto da Milena Martarelli, Paolo Castellini e Aldo Franco Dragoni, oltre al Commissario Capo Tecnico chimico Giuseppe Riccio, in rappresentanza della polizia Scientifica Marche Abruzzo.

Il corso, iniziato lo scorso 28 febbraio, ha offerto un percorso formativo intensivo di 140 ore di lezioni (tra presenza e streaming) e 40 ore di tirocinio, distribuite tra le aule del Dipartimento Diism della Facoltà di Ingegneria e i laboratori dell’Università. La consegna dei diplomi è prevista per il 26 luglio.
Le lezioni hanno coperto un’ampia gamma di discipline, partendo dagli elementi di diritto processuale penale per poi immergersi nelle tecniche di sopralluogo sulla scena del crimine, anche in contesti complessi come esplosioni e incendi. Spazio anche all’identificazione foto-dattiloscopica, al riconoscimento automatico della violenza e alle tematiche legate alla medicina legale e tossicologia.
Grande attenzione è stata data all’innovazione, con moduli dedicati alla chimica analitica strumentale, agli strumenti di misura basati sulla visione (Ir, multi e iperspettrale), alla metrologia forense e all’applicazione dell’intelligenza artificiale a supporto della polizia predittiva e delle indagini. Non sono mancati approfondimenti su sopralluoghi in caso di mass disaster e tecniche Dvi (Disaster Victim Identification), realtà virtuale e aumentata, psicologia forense, tecnologie dei materiali (incluso il 3D printing) e l’impiego di droni e Uav. La docenza è stata affidata a esperti forensi e ufficiali della polizia Scientifica.

«Questo corso – ha sottolineato il Rettore Gian Luca Gregori – è un esempio virtuoso di collaborazione tra Università e istituzioni, con l’obiettivo di formare figure altamente specializzate in un settore in continua evoluzione. Siamo orgogliosi di aver contribuito a costruire un percorso formativo che unisce rigore scientifico, innovazione tecnologica e applicazioni pratiche al servizio della giustizia e della sicurezza».
Milena Martarelli, direttrice del Centro di Ricerca interdipartimentale Carmelo, ha aggiunto come «Il corso fornisce una rassegna di competenze su metodi, strumenti e tecnologie innovative per contrastare ogni forma di criminalità. Abbiamo messo a sistema le diverse anime del Centro, dalla chimica alla meccanica, dall’informatica alle scienze biologiche e mediche. Il valore aggiunto è stata la docenza dei colleghi della Polizia Scientifica. Visto il successo, stiamo già pensando a una nuova edizione per il prossimo anno accademico».
Anche il Commissario Capo Tecnico Giuseppe Riccio ha evidenziato l’importanza del contributo pratico della polizia Scientifica. «I nostri docenti – ha detto – hanno esposto casi reali su analisi di sostanze stupefacenti, esplosivi, impronte e accertamenti balistici. Nei prossimi giorni, gli studenti potranno toccare con mano ed eseguire accertamenti tecnici nei nostri laboratori di Ancona».
Il successo di questa prima edizione apre le porte a future collaborazioni, confermando la Politecnica delle Marche come punto di riferimento nella formazione di professionisti in un settore cruciale per la sicurezza e la giustizia.

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