Ancora un’aggressione nei confronti del personale sanitario. Questa volta è accaduto a un equipaggio della Croce Rossa di Ancona, intervenuto nella notte in un appartamento nel quartiere Adriatico del capoluogo dorico per soccorrere un uomo.
Arrivati sul posto, i due operatori sanitari della Cri si sono trovati di fronte ad un uomo corpulento che era in ginocchio, sul pavimento, con il padre.
Alla richiesta di informazioni e dei sintomi, la situazione è degenerata. L’uomo ha intimato ai soccorritori di mettersi anche loro in ginocchio ma, al rifiuto, è andato in escandescenze.
In un attimo di follia, si è scagliato contro di loto e ha afferrato uno dei due per il collo, sollevandolo da terra con una forza impressionante, tanto da strappargli poi anche parte della divisa.
L’altro operatore, nel tentativo di liberare il collega, è stato colpito da un violento pugno in testa. La situazione, sempre più drammatica, si è risolta solo quando i due soccorritori sono riusciti a uscire dalla stanza, barricando dentro padre e figlio e chiamando nuovamente i soccorsi, spiegando cosa era accaduto.
Sul posto sono accorsi polizia e carabinieri oltre a un’ambulanza della Croce Gialla. Con difficoltà, le forze dell’ordine sono riuscite a bloccare l’uomo che è stato poi sedato e trasportato al pronto soccorso di Torrette.
Sull’episodio, il presidente della Croce Rossa – Comitato di Ancona, Gianni Barca, ha espresso profonda preoccupazione per la sicurezza non solo dei due operatori sanitari della Cri, ma di tutto il personale sanitario.
«Sono ovviamente molto spaventati. Non è possibile che accadano simili cose», ha dichiarato Barca. Parole che non sono solo un resoconto dell’accaduto, ma un grido d’allarme che sottolinea la crescente insicurezza che affrontano quotidianamente gli operatori sanitari di ambulanze, pronto soccorso e ospedale.
Il presidente ha ricordato come episodi simili non siano isolati, citando un’altra aggressione avvenuta pochi giorni fa a Porto Recanati, ai danni di una operatrice della Croce Gialla.
Un’altra aggressione era avvenuto lo scorso febbraio, al pronto soccorso di Torrette, dove ad essere stati malmenati erano stati gli infermieri del nosocomio regionale.
«Chiediamo maggiore tutela per chi opera nel settore sanitario, in generale» ha concluso Barca, specificando che i due operatori hanno riportato diversi giorni di prognosi. In particolare, ad uno di loro è stata diagnosticata anche una distorsione a un polso precedentemente operato, aggravando ulteriormente il danno fisico.
L’episodio di questa notte riaccende quindi il dibattito sulla necessità di implementare misure di sicurezza più efficaci per chi, ogni giorno, rischia la propria incolumità per salvare quella degli altri.
Operatrice della Croce Gialla aggredita dal paziente in ambulanza
Spinte e mani al collo agli infermieri poi sputa ai carabinieri: ancora follia al pronto soccorso
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