Gaza, la Cgil si mobilita al porto:
«Vanno fermati massacro
e deportazione dei palestinesi»

ANCONA – Oggi pomeriggio alla banchina 1, il primo dei presidi, con alcune centinaia di partecipanti e oltre 10 associazioni, organizzati nello scalo dorico per chiedere anche la sospensione degli accordi commerciali e militari con Israele. Lunedì altre due manifestazioni programmate quasi in contemporanea

I manifestanti oggi al porto di Ancona

 

«Quello che sta accadendo a Gaza è di una gravità senza precedenti. Un massacro e una vera e propria deportazione del popolo palestinese che devono essere fermati». La Cgil insieme a varie associazioni è scesa di nuovo in piazza per la giornata di mobilitazione regionale e nazionale con lo “Fermiamo la barbarie a Gaza”. Alle 17.30 di oggi alla banchina 1 del porto di Ancona  alcune centinaia di persone  sono tornate a chiedere di fermare ogni intervento militare nella Striscia di Gaza e di attivare corridoi umanitari e la messa in sicurezza della popolazione civile. Tra le oltre 10 associazioni che hanno aderito, spiccava la presenza di Arci, Anpi, Libera, Emergency e leassociazioni universitraie. Sollecitata anche la sospensione degli accordi commerciali e militari con Israele finché non cesserà la guerra; la rimozione dell’embargo e il riconoscimento dello Stato di Palestina. L’invito è quello di promuovere una vera conferenza di pace sotto l’egida dell’Onu. Per l’occasione, sono state proclamate anche 4 ore di sciopero dei settori industriali e manifatturieri.

 

 

Per lo scalo portuale dorico si profilano giornate improntate alla solidarietà verso la popolazione palestinese, martoriata dalle bombe del governo israeliano. Lunedì prossimo, 22 settembre, infatti lo scalo anconetano ospiterà due manifestazioni che si svolgeranno quasi in contemporanea. Quella intitolata “Blocchiamo tutto” e organizzata dal coordinamento Marche per la Palestina in solidarietà con la Resistenza Palestinese e con la Global Sumud Flottilla., dà appuntamento alle 16 al bar Zip di via Mattei (zona Marina Dorica). Da lì sfilerà in corteo per dimostrare solidarietà a Gaza e alla flotta umanitaria di imbarcazioni diretta verso la Striscia con l’obiettivo di portare aiuti e fare pressione sui governi affinché fermino il massacro dei civili. Alle 17.30, nell’ambito dello sciopero nazionale indetto dall’Usb, il sindacato e i Centri sociali delle Marche si danno appuntamento davanti all’ingresso della Mole Vanvitelliana (lato Fiera della pesca) con l’obiettivo di “bloccare il porto di Ancona”.

 

«Il corteo, che sarà partecipato da tantissime realtà regionali (associazioni, gruppi, movimenti, comitati da tutto il territorio marchigiano) è parte della mobilitazione articolata con lo sciopero generale lanciato dall’Unione Sindacale di Base che invitano al blocco generalizzato delle attività economiche. L’ obiettivo è fare pressione sul governo e sulle aziende del nostro paese affinché interrompano ogni rapporto diplomatico economico militare e accademico con lo stato di Israele». Ad Ancona le azioni di protesta inizieranno già dalla mattina con mobilitazioni studentesche e un’ assemblea all’ università di Economia (ex caserma Villarei) a partire dalle 11, di tutto il comparto scuola di aderire allo sciopero.

Alla manifestazione oggi pomeriggio ha partecipato, anche Matteo Ricci, eurodeputato Pd e candidato presidente per la coalizione di centrosinistra alle Regionale del 28 e 29 settembre. «Il massacro di Gaza va fermato. Il silenzio del Governo è complice. Le Marche riconosceranno lo Stato di Palestina» ha detto

Palestina, docenti e studenti Univpm aderiscono allo sciopero indetto da Usb e al sit-in al porto

Bloccare il porto per sostenere la Global Sumud Flottilla e la resistenza palestinese

“Fermiamo la barbarie a Gaza”, manifestazione al porto e sciopero

 

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