Incidente Tk-61, il sindaco di Falconara:
«Nel 2018 valutammo
l’evacuazione della città»

API - Il primo cittadino: «Ciò che avvenne fu un vero spartiacque nel rapporto tra la raffineria e la città. Da quel momento, come amministrazione, abbiamo lavorato per pretendere maggiore trasparenza e controlli stringenti». La Società ribadisce «La volontà di proseguire una collaborazione fattiva con tutti gli Enti coinvolti mantenendo un dialogo aperto e costruttivo con la Comunità locale» aggiungendo che «rimane fiduciosa che al termine dell’istruttoria venga riconosciuta dal Tribunale la correttezza e la piena liceità del proprio operato»

Il sindaco di Falconara, Stefania Signorini, in tribunale

«Nel 2018 si arrivò perfino a valutare l’evacuazione della città. Un fatto senza precedenti, che rende chiara la gravità dell’emergenza».
Con queste parole il sindaco di Falconara, Stefania Signorini, ha ricostruito in aula, davanti al tribunale di Ancona, le giornate successive all’incidente del serbatoio TK-61 della raffineria Api, avvenuto l’11 aprile 2018 e oggi al centro di un processo per disastro ambientale e altri reati.
Ascoltata come testimone Signorini, che all’epoca dei fatti era candidata sindaco, ha ripercorso le ore e i giorni di allarme vissuti dalla popolazione, sottolineando le gravi responsabilità nella gestione dell’emergenza da parte della raffineria:
«I vertici di Api parlarono di un semplice ‘inconveniente operativo’, ma per giorni Falconara fu avvolta da esalazioni intense e persistenti, estese a tutta la città. La Protezione civile regionale valutò l’evacuazione: questo dovrebbe bastare a far capire la reale entità del problema».
Il Comune, costituitosi parte civile nel procedimento penale, è rappresentato dagli avvocati Francesco De Minicis e Ilaria Teodori.
«In passato i cittadini avevano segnalato esalazioni maleodoranti, ma mai nulla di simile. Ricordo che per presentare la mia lista elettorale alcune persone indossarono la mascherina», ha ricordato il sindaco, evidenziando la sproporzione tra l’allarme sociale e le rassicurazioni diffuse da Api. La stessa Signorini, come semplice cittadina, il 16 aprile andò dai carabinieri a sporgere denuncia. Il giorno successivo venne depositata anche quella della Giunta di Falconara.
«Ciò che avvenne fu un vero spartiacque nel rapporto tra la raffineria e la città. Da quel momento, come amministrazione, abbiamo lavorato per pretendere maggiore trasparenza e controlli stringenti».

Una volta eletta, Signorini ha infatti avviato una serie di azioni concrete: ha coinvolto l’Arpam, il Ministero dell’Ambiente e Ispra, chiedendo ispezioni straordinarie, la revisione dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (Aia), l’attivazione di nuovi strumenti di controllo ambientale sul territorio.
Non sono mancati altri episodi critici, tra questi l’incidente dell’aprile 2020, in pieno lockdown, con forti rumori e panico tra i residenti. «Anche in quell’occasione – ha ricordato – mancò una comunicazione tempestiva. Solo l’intervento dei Carabinieri permise di chiarire l’origine del guasto. Le prescrizioni dell’Aia impongono alla raffineria di segnalare nell’immediatezza ogni anomalia con effetti esterni, cosa che non è avvenuta».
Durante la deposizione sono state citate anche intercettazioni telefoniche in cui i referenti della raffineria si lamentavano dell’insistenza del sindaco Signorini nel chiedere informazione e nel sottolineare le loro inadempienze, rivolgendole anche epiteti offensivi.
«Ma era mio dovere – ribadisce Stefania Signorini – chiedere chiarimenti, pretendere risposte e informare in modo trasparente la cittadinanza. È proprio questo il ruolo di un sindaco: essere la voce della comunità e un presidio di legalità. Quelle parole testimoniano quanto abbia sempre messo davanti a tutto e tutti la tutela dei miei cittadini».

La raffineria api di Ancona in merito al processo originato dall’incidente al tetto del TK61 comunica che: «In questa fase del dibattimento la Società, udite le testimonianze dei testi dell’accusa, rimane fiduciosa che al termine dell’istruttoria venga riconosciuta dal Tribunale la correttezza e la piena liceità del proprio operato. La Società ribadisce la volontà di proseguire una collaborazione fattiva con tutti gli Enti coinvolti mantenendo un dialogo aperto e costruttivo con la Comunità locale».

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