
Un momento dell’incontro
Un dono speciale per la comunità di Filottrano proprio nei giorni delle festività natalizie.
Il Monastero delle Clarisse, gioiello del XVI secolo e cuore pulsante del centro storico, torna parzialmente a vivere. Si è conclusa infatti la prima fase dei complessi lavori di recupero e consolidamento dell’edificio, rimasto gravemente danneggiato dalla sequenza sismica che nel 2016 ha colpito le Marche.
L’intervento, avviato nel 2022, interessa un complesso monumentale imponente: oltre 5.300 metri quadrati distribuiti su più livelli, che includono persino tratti delle antiche mura cittadine. Grazie a un finanziamento complessivo di circa 9,3 milioni di euro (di cui il 70% già liquidato), la struttura è stata sottoposta a un profondo miglioramento sismico.
In questa prima fase, i lavori hanno riguardato il restauro delle facciate, il rifacimento delle coperture e il consolidamento dei solai, oltre al rinnovo completo degli impianti e degli infissi. Questo traguardo permette alle dieci monache di clausura di tornare a occupare spazi fondamentali come l’ingresso, il parlatorio e il refettorio, garantendo così la continuità della vita monastica mentre il cantiere proseguirà sulla restante porzione del monastero.

Il Commissario straordinario alla ricostruzione, Guido Castelli, ha voluto sottolineare l’importanza dell’opera anche per i comuni cosiddetti “fuori cratere”. «Oggi – ha detto – comprendiamo finalmente che il cambio di passo impresso alla ricostruzione consente di affrontare anche il danno diffuso che ha interessato diversi edifici su tutte le Marche. Siamo qui per restituire alle Clarisse la possibilità di vivere in spazi dignitosi, all’altezza della storia e del prestigio di questo luogo. Ho riscontrato affetto e gioia autentici: è così che si onorano davvero le festività natalizie».
Parole di profonda gratitudine sono giunte anche dal sindaco di Filottrano, Luca Paolorossi, che ha evidenziato il legame indissolubile tra il monastero e la città. «Questo intervento – ha riferito il primo cittadino – rappresenta un vero abbraccio al centro storico: il monastero ne è parte integrante e senza il lavoro della Struttura Commissariale e del Commissario Castelli non sarebbe stato possibile recuperare una bellezza così significativa per la nostra comunità».

La riapertura di questi spazi non è solo un successo tecnico, ma un atto di restituzione sociale. Il monastero è da sempre un punto di riferimento identitario che accoglie la spiritualità e la storia locale. Grazie all’abbattimento delle barriere e al consolidamento strutturale, il complesso torna a essere un luogo sicuro e accessibile, dove la vita della comunità monastica può rifiorire in armonia con il resto della cittadinanza, comprese le fasce più fragili e le persone con disabilità che visitano i luoghi di culto.
Il Commissario ha infine rivolto un ringraziamento all’Arcivescovo Angelo Spina e al presidente della Regione Francesco Acquaroli, ribadendo che la missione della ricostruzione è, prima di tutto, restituire alle persone i propri luoghi iconici e i propri beni culturali.
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