Dall’emergenza al successo:
l’intervento record a Torrette
che ha sfidato la rarità clinica

ANCONA - L'eccellenza multidisciplinare dell'Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche trasforma un caso ad alta complessità in un traguardo clinico raggiunto in poche ore

Un team multidisciplinare all’interno dell’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche ha portato a termine, in poche ore, in maniera brillante un caso raro e molto particolare.
Una forma neoplastica rara al rene veniva trasferita con sanguinamento acuto e dolore di norma operabile solo in elezione, ma alla fine affrontata e risolta d’urgenza. Ciò che appare ordinario diventa straordinario proprio per l’unicità dell’intervento effettuato a inizio dicembre e il cui esito viene reso noto adesso per consentire al paziente, un 35enne, un pieno recupero e il ritorno a casa dopo le dimissioni dall’ospedale di Torrette. Ora l’uomo sta bene, le prospettive evolutive sono ottime, anche se come sempre il suo quadro clinico verrà monitorato nei mesi a seguire. A coordinare un’equipe che ha coinvolto varie discipline, il prof. Andrea Benedetto Galosi, Direttore della Clinica Urologica dell’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche: “si è trattato di organizzare un intervento altamente complesso e rischioso determinato da un quadro clinico acuto con una neoplasia che dal rene sinistro si estendeva nel lato destro invadendo la vena cava fino a livello del fegato. Abbiamo dovuto prendere una decisione in tempi ristrettissimi. Tutto ciò è stato fatto e portato a termine in piena sicurezza grazie a un’organizzazione qualitativamente unica che soltanto all’interno dell’Aou delle Marche si può trovare a livello regionale”.

Il professor Galosi parlava di team multidisciplinare e in effetti sono diverse le strutture che hanno collaborato: la Chirurgia Vascolare – unica struttura complessa delle Marche – (Diretta dal dottor Emanuele Gatta), la Divisione di Anestesia e Rianimazione (guidata dalla dott.ssa Elisabetta Cerutti) e gli infermieri e strumentisti del Blocco Operatorio, che devono conoscere le procedure complesse. È importante ricordare tutte le figure che hanno contribuito al risultato perché basterebbe una sola defezione e l’intervento non sarebbe materialmente possibile.
Il direttore generale, Armando Marco Gozzini, spiega: «È da prove come questa che si capisce la vera missione del nostro polo ospedaliero, dove l’alta complessità e la chirurgia d’equipe multidisciplinare sono all’ordine del giorno: in questo modo si rendono sicure e semplici procedure difficili».

Il caso ha iniziato a manifestarsi alla fine del novembre scorso, poi a inizio dicembre il paziente, quando le condizioni hanno iniziato a peggiorare è stato portato da un ospedale del territorio regionale ad Ancona.
Il 35enne era affetto dalla rara neoplasia renale, una massa lunga 5 centimetri, che si estendeva alla vena del rene e a quella cava. Il soggetto presentava dolore acuto e un copioso sanguinamento. Di solito quadri clinici del genere vengono portati in sala per interventi in elezione, ossia programmando la seduta operatoria organizzando le Equipe e il complesso strumentario chirurgico, la terapia intensiva, certo non con tempi di attesa troppo lunghi, ma di sicuro non in emergenza. I sintomi, il sanguinamento e soprattutto un altro fattore che di fatto rappresenta una rarità, hanno spinto il team multidisciplinare di Aoum a prendere una decisione inattesa in pochissime ore.
È lo stesso professor Andrea Galosi a spiegare i dettagli: «Una neoplasia del genere che colpisce la vena cava di solito, anzi praticamente sempre, avviene sul rene destro perché è lì che staziona quel canale vascolare; in questo caso, al contrario, la massa tumorale era a sinistra e questa anomalia rendeva il caso molto più complesso. La neoplasia era all’interno della vena cava, molto vicina al fegato e a pochi centimetri dal cuore. Il tasso di mortalità era davvero concreto. È stato questo fattore a determinare la nostra scelta, presa in poco tempo per evitare ulteriori peggioramenti. Il paziente è stato trasferito da Ascoli ad Ancona dove è arrivato verso le 13,30-14 e attorno alle 18 entrava in sala operatoria per l’intervento. In quel lasso di tempo assieme al vascolare e all’anestesista abbiamo dovuto valutare il da farsi: attendere l’evoluzione del quadro clinico, magari rimandando al mattino successivo, o anticipare i tempi? Alla fine abbiamo optato per la seconda scelta appena abbiamo ricevuto il nulla osta dalla sala operatoria che era riuscita ad allestire tutto in poche ore».

«La capacità di affrontare un caso così complesso in emergenza è frutto di competenze scientifiche di altissimo livello e di una collaborazione multidisciplinare che rappresenta un modello per il nostro territorio – dichiara con soddisfazione il Magnifico Rettore dell’Univpm Enrico Quagliarini . Si tratta di un altro esempio concreto di come la sinergia tra università e ospedale generi innovazione e qualità. Il nostro impegno è continuare a formare professionisti capaci di affrontare situazioni complesse con umanità e competenza.»
L’unità Clinica Urologica è stata riconosciuta dalla Società Italiana di Urologia come centro di eccellenza per il trattamento del tumore renale ed è stato riconosciuto il Bollino Arancione per il 2024-2025.

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