L’avvocatura dorica guarda al futuro:
più donne tra i giovani professionisti

ANCONA - L'avvocato Gianni Marasca, presidente Coa: «Professione in evoluzione considerando anche l’avvento dell’Intelligenza Artificiale». Dati coerenti con quelli regionali e nazionali

Gianni Marasca

«Al 23 dicembre 2025 risultano iscritti all’Ordine degli Avvocati di Ancona 1.468 avvocati, di cui 690 donne e 778 uomini. Erano 1.479 al 31 dicembre 2024 e 1.487 nella rilevazione dell’anno ancora precedente a conferma della tendenza leggermente discendente iniziata in epoca Covid ma comunque in tenuta di una professione che riconosce il valore della tutela dei diritti e l’importanza di garantire l’assistenza a tutti».
A comunicarlo è il presidente Gianni Marasca che ricorda che la prevalenza femminile nella fascia più giovane della categoria è confermata dal dato dei non cassazionisti: 357 uomini e 447 donne.
I praticanti sono 92, di cui 36 uomini e 56 donne, di questi, 35 hanno sostenuto il recente esame di avvocato, su 167 dell’intero distretto (l’anno scorso erano 171).
Per quanto riguarda il leggero calo il presidente Marasca legge, comunque, gli aspetti positivi «di un sistema che tiene nonostante le difficoltà».

Nel 2025 si sono iscritti 20 nuovi avvocati (15 donne, 5 uomini) mentre i praticanti attuali sono 92.
«Ampliando l’orizzonte il panorama è simile: nelle Marche, al 31 dicembre 2024, gli Avvocati erano 4.925 (nel 2023 4.990), di cui 2.401 donne e 2.524 uomini: circa 3,3 avvocati ogni mille abitanti (la media nazionale è 4), un avvocato ogni 328 abitanti; nel circondario di Ancona uno ogni 316. A Roma si scende a uno ogni 118, a Milano uno ogni 137. Il Foro di Ancona resta il più popolato del distretto: 1.429 avvocati poi Macerata (1.093), gli altri sotto i mille. In Italia, al 31 dicembre 2024, il totale assommava a 233.260 (quasi 4.000 in meno rispetto al 2023). Nel 1981, le donne erano circa il 7% (nel 2001 30%, nel 2011 42%). Oggi gli uomini prevalgono dai 54 anni in su».

Il tribunale di Ancona

Il Coa di Ancona, tramite le commissioni, «ha esaminato 3.359 istanze di patrocinio a spese dello Stato (2.522 l’anno precedente: circa 800 in più), di cui 1.010 da cittadini italiani e 2.349 da cittadini stranieri. Sono state accolte 916 istanze di cittadini italiani e 1.607 di cittadini stranieri, in gran parte in materia di protezione internazionale. Secondo i dati forniti dal Ministero della Giustizia nella relazione al Parlamento presentata a maggio 2025, il costo del patrocinio a spese dello Stato nel penale è passato da 7,2 milioni (1995) a 266,5 milioni (2024); nel civile è pari a 158,5 milioni di euro (2024); per un totale di circa 425 milioni. Il numero di stranieri beneficiari è passato da 3.335 (1995) a 56.359 dello scorso anno. Nel frattempo, la società chiede sacrifici per prevenire conflitti e alleggerire i tribunali, ma fatica a riconoscere dignità materiale ed etica a chi garantisce la difesa a chi non può permettersela».

Nel 2025 sono state «depositate presso l’Organismo di Conciliazione di Ancona 433 nuove istanze di mediazione (come l’anno precedente) e ne sono state chiuse 409 e di questo, 48 si sono definite con accordo».
Si affaccia con insistenza l’Intelligenza Artificiale, «con possibilità e distorsioni che stiamo imparando a conoscere. Ma si aprono anche nuove opportunità: competenze legate alla trasformazione economica e telematica della società, su cui abbiamo già avviato la formazione per imparare a governare la barca» conclude Marasca.

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