La Polizia di Stato del Commissariato di Jesi, nell’ambito delle costanti attività di prevenzione e repressione dei reati predatori, ha concluso una rapida e articolata attività investigativa che ha consentito di individuare il presunto autore di una serie di utilizzi fraudolenti dì una carta di credito smarrita. L’operazione conferma l’elevato livello di attenzione e professionalità degli operatori della Polizia di Stato del Commissariato di Jesi, costantemente impegnati nella tutela della sicurezza della collettività.
L’indagine prendeva avvio dalla denuncia presentata da un cittadino che riferiva di aver smarrito il proprio portafogli e di aver successivamente ricevuto numerosi alert relativi a pagamenti e tentativi di prelievo non autorizzati. Il personale della Polizia di Stato del Commissariato di Jesi procedeva immediatamente alla ricostruzione puntuale degli episodi, individuando esercizi commerciali e sportelli Atm interessati, ubicati sia nel centro cittadino sia in un comune limitrofo.
Fondamentale si rivelava l’acquisizione e la minuziosa analisi dei sistemi di videosorveglianza: gli operatori effettuavano un’accurata comparazione fisionomica, soffermandosi su tratti somatici, acconciatura e abbigliamento indossato dal soggetto ripreso durante le operazioni di pagamento e i tentativi di prelievo. In una circostanza, il soggetto veniva immortalato a volto scoperto, consentendo un riconoscimento certo da parte del personale operante.
Le attività investigative permettevano cosi di risalire a un giovane di nazionalità straniera, di circa vent’anni, residente in un comune limitrofo e già sottoposto a misure di prevenzione e cautelari. Nel pomeriggio del 17 dicembre, il soggetto è stato rintracciato dagli operatori della Polizia di Stato del Commissariato di Jesi all’interno di un esercizio pubblico, ancora indossante capi di abbigliamento compatibili con quelli ripresi nei filmati.
Condotto presso gli uffici del Commissariato, il giovane è stato sottoposto ai rilievi fotodattiloscopici e, reso edotto degli addebiti, e ha rilasciato dichiarazioni spontanee ammettendo l’utilizzo della carta di credito, pur dichiarandosi estraneo al furto del portafogli. Successivamente, presso la propria abitazione, ha consegnato agli operatori gli indumenti utilizzati durante i fatti, che venivano sottoposti a sequestro. Al termine degli accertamenti, è stato deferito all’autorità giudiziaria per il reato di indebito utilizzo di strumenti di pagamento diverso dai contanti, di cui all’art. 493-bis c.p. Contestualmente, la Polizia di Stato del Commissariato di Jesi ha provveduto a informare l’autorità giudiziaria competente, richiedendo l’aggravamento della misura cautelare in atto.
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