Rielezione bis di Simone Pizzi
alla presidenza del Consiglio comunale:
«Torniamo a guardare il cielo»

ANCONA – Sul rinnovo della candidatura del medico del gruppo Ancona Protagonista oggi in aula è confluito l'assenso quasi unanime di maggioranza e minoranza riconoscendogli meriti nel rispetto e nella garanzia delle regole. Alla vicepresidenza confermato Francesco Rubini di Altra idea di Città

Gli applasi in aula dopo la rielezione di Simone Pizzi

 

Cambiare tutto per non cambiare niente, soprattutto se non se ne sentiva l’esigenza per meriti sul campo. Simone Pizzi (Ancona Protagonista) è stato rieletto oggi pomeriggio presidente del Consiglio comunale di Ancona con 29 voti bipartisan su 31. Resta al suo posto come vice presidente anche Francesco Rubini (Altra Idea di Città), espressione della minoranza. Al giro di boa di metà mandato questa mattina i consiglieri comunali di Ancona sono stati chiamati a scegliere di nuovo il vertice del parlamentino cittadino. Da statuto comunale infatti è prevista una verifica e l’elezione della seconda carica istituzionale del Comune e del vice che può essere rinnovata dopo 2 anni e mezzo di mandato mentre l’incarico termina entro i 6 mesi precedenti alla scadenza dell’assemblea cittadina ma non era questo il caso in discussione oggi. Dopo la richiesta di sospensione della seduta, formulata dalla capogruppo del Pd, Susanna Dini per un confronto con la Presidenza, si è passate alle dichiarazioni e poi al voto.

Simone Pizzi durante il suo discorso di reisediamento nel ruolo di presidente del Consiglio comunale

Nei giorni scorsi si era parlato di un avvicendamento con passaggio del testimone da Simone Pizzi al consigliere comunale Arnaldo Ippoliti (Ancona Protagonista). Ipotesi che si è però stemperata in corso d’opera ma il nome è affiorato con una preferenza nel’espressione del voto segreto, l’altra delle 31 è andata invece al consigliere Riccardo Strano (FdI). Sul rilancio e il rinnovo della candidatura di Pizzi è confluito l’assenso pressoché unanime di maggioranza e minoranza con i 29 voti su 31 incassati.

Oggi l’aula consiliare di Ancona

Dopo la votazione formalizzata alle 14.22 di oggi, il neo eletto ha ringraziato tutta l’assemblea per la fiducia che gli è stata accordata. Ha aperto il suo intervento ringraziando il Consiglio comunale e il sindaco Silvetti (tra i primi a stringergli la mano), sottolineando come la rinnovata fiducia rappresenti per lui un grande onore ma soprattutto una profonda responsabilità, «vissuta oggi con maggiore maturità rispetto a due anni e mezzo prima». Ha poi richiamato il contesto complesso internazionale in cui viviamo, paragonando il mondo a un vascello che rischia di navigare senza punti di riferimento. «Sapete che di solito sono un po’ troppo diretto,  ma viviamo tempi complessi in cui il mondo sembra talvolta aver perso il modo di procedere e sembra quasi un vascello che naviga senza alzare lo sguardo verso le stelle si smarriscono i punti di riferimento. Si cammina alla cieca e talvolta i valori vengono considerati un ostacolo più che una bussola. Eppure senza una rotta condivisa e senza sapersi guardare con onestà negli occhi. Torniamo quindi a guardare il cielo. Significa riscoprire la luce della natura umana, la solidità della verità come guida costante di quello che deve essere come stato detto da tutti i consiglieri che prima così generosamente hanno speso consigli e buone parole per me» ha rimarcato Pizzi.

Il segreterio Giovanni Montaccini durante lo spoglio delle schede con i consiglieri Petrelli. Fedele e Andreani, tra i più giovani dell’aula, in veste di scrutatori

Proprio per questo ha ribadito la necessità di valori, verità, rotta condivisa e sguardo onesto reciproco. Ha quindi definito il ruolo del Consiglio comunale come autentico servizio alla città. «Servire non è un gesto formale, ma un impegno alto verso la comunità e la dignità di ogni persona. Il presidente del Consiglio deve custodire il confronto, garantire il rispetto delle regole, valorizzare ogni voce, perché la democrazia si nutre della qualità delle relazioni» ha evidenziato. Con grande intensità personale Simone Pzizi ha poi ricordato il dolore profondo sofferto per la perdita della madre. Una esperienza che lo ha segnato in questi primi 2 anni e mezzo di mandato e che gli ha fatto riscoprire il valore delle radici, della memoria e degli affetti. A lei ha voluto, nel silenzio del cuore, dedicare il nuovo mandato.

Simon Pizzi con il sindaco Daniele Silvetti ed il vice sindaco Giovanni Zinni

Prima di sedersi sulla scranno più alto dell’aula ha ribadito a tutti la sua visione della politica come capacità di guardare oltre l’immediato,«fondata sul rispetto delle relazioni, sul dialogo leale, sull’equilibrio, sull’imparzialità e sul senso del servizio, cercando sempre ciò che unisce e non ciò che divide, al di là dei colori politici». In quest’ottica si incastona anche il suo legame profondo con Ancona, città delle sue radici, della sua formazione, del lavoro di anestesista all’ospedale pediatrico Salesi e della vita. «Sarà mio l’impegno condiviso di renderla più forte, più bella e fedele alla tradizione ma aperta alla crescita civile e sociale» ha assicurato il neo eletto. Infine ha affidato il suo servizio alla protezione della Madonna del Duomo, rinnovando l’impegno a svolgere il mandato con serenità, imparzialità, rispetto delle istituzioni e del bene comune, chiudendo l’intervento con un semplice e sentito «Grazie».

Oggi l’aula consiliare di Ancona

I gruppi di maggioranza, per voce del consigliere Jacopo Toccaceli (FdI) avevano aperto il dibattito dichiarando di voler dare un segnale di continuità, proponendo Simone Pizzi per la seconda metà della consigliatura come presidente del Consiglio comunale, rilevando l’importanza di una verifica di metà mandato e di un rafforzamento del ruolo di garanzia dell’aula. Diversi consiglieri di maggioranza,  hanno  inoltre espresso apprezzamento per il lavoro svolto da Pizzi, riconoscendogli di aver garantito il rispetto dell’aula, la tutela delle minoranze e un clima generalmente democratico, ricordando come spesso le minoranze rischino di essere “schiacciate” dalle maggioranze.

Pini

In particolare la consigliera Annalisa Pini (Civitas civci) ha detto che la percezione della realtà cambia a seconda del punto di vista e che, a suo giudizio, al presidente Pizzi è stata tributata una stima incondizionata, sottolineando come si è sempre assunto la responsabilità delle proprie azioni e che ha garantito sia l’autonomia della maggioranza sia quella della minoranza, senza mai “prendere le parti” di nessuno. Sapendo insomma svolgere davvero il suo ruolo di garanzia e di equilibrio istituzionale.

Jacopo Toccaceli

Anche la consigliera Giulia Fedele  (Ancona Protagonista) che affermato che la votazione di metà mandato del Presidente del Consiglio è soprattutto «un momento di riflessione sul senso profondo delle istituzioni e sul valore dell’aula come luogo della democrazia locale, del confronto – anche aspro – ma sempre necessario, fondato su regole, dignità e rispetto reciproco». Ha ricordato che presiedere il Consiglio comunale significa essere «custode delle regole, garante dei diritti di maggioranza e opposizione e interprete rigoroso di statuto e regolamento, tenendo insieme il pluralismo politico con l’unità delle istituzioni». La riconferma di Pizzi non è stata solo solo un attestato di stima personale, ma il riconoscimento «di un metodo e di uno stile istituzionale che rafforzano la credibilità del Consiglio comunale agli occhi della città». Parole alle quali si sono associate anche le consigliere di maggioranza Lupacchini (Fdi), Fattorini (Ancona Protagonista) e Taus (Lega) congratulandosi con il presidente per il lavoro svolto fino a quel momento, esaltandone il rispetto e la competenza.

Giulia Fedele

Accanto ai giudizi positivi è emersa però anche qualche critica costruttiva partita soprattutto dai banchi del Pd. dai dem è stata segnalata la necessità di migliorare l’organizzazione delle commissioni, considerate talvolta poco coordinate o gestite in modo approssimativo, e di rendere più costante la presenza della giunta in aula. La capogruppo Susanna Dini, pur annunciando il voto favorevole, ha chiesto al presidente maggiore determinazione nel far rispettare il ruolo delle commissioni e nel garantire un corretto funzionamento dei lavori consiliari, ribadendo che la fiducia non deve essere interpretata solo come un “assegno in bianco”.

Il consigliere dem Giacomo Petrelli, insieme ad colleghi di partito, ha posto l’accento sul valore delle istituzioni e sul senso alto del mandato perchè il presidente del Consiglio è chiamato a essere guida, esempio e garante delle regole democratiche, favorendo collaborazione, rispetto e capacità di mediazione tra sensibilità politiche diverse. E’ stato più volte sottolineato da Petrelli che la rielezione di Pizzi «rappresenta una scelta di rilancio, non di semplice conferma, con l’auspicio che nei prossimi due anni e mezzo si rafforzi l’autonomia del Consiglio comunale rispetto all’esecutivo e si migliori il clima di confronto». sulla stessa lunghezza d’onda anche i colleghi di gruppo Fiordelmondo e Tomassetti.

Giacomo Petrelli

La consigliera Mirella Giangiacomi (Pd) ha rammentato di avere un rapporto di stima personale, fiducia e amicizia con Pizzi, riconoscendogli capacità e volontà di migliorare, ma ha anche sottolineato che in questa consigliatura ci sono stati momenti di confronto che lei ha vissuto come «molto sgradevoli, in cui il Presidente avrebbe dovuto intervenire con maggiore determinazione». Rinnovargli la fiducia per lei è come concedergli un “assegno in bianco”, ma lo fatto chiedendogli esplicitamente di diventare più protagonista nel garantire la democraticità della discussione e il rispetto delle istituzioni, anche fuori dall’aula consiliare.

Carlo Pesaresi

Alcuni consiglieri, come Carlo Pesaresi (Diamoci del Noi) hanno poi richiamato il contesto più ampio di crisi della partecipazione democratica e della fiducia nelle istituzioni, sostenendo che il Presidente debba difendere quotidianamente l’indipendenza del Consiglio e la dignità del ruolo dei consiglieri, per evitare che l’aula diventi mero luogo di ratifica. Il dibattito si è concluso con numerosi interventi favorevoli, provenienti sia dalla maggioranza sia dalla minoranza, che hanno riconfermato assenso a Simone Pizzi, accompagnandolo però con richieste precise di maggiore attenzione, equilibrio e fermezza nel garantire regole, rispetto istituzionale e corretto funzionamento delle commissioni per la seconda parte del mandato.

Francesco Rubini e Simone Pizzi dopo la relezione

Nela seconda parte dei lavori  il segretario generale Giovanni Montaccini, notaio della seduta consiliare, ha ripetuto la chiama per il voto segreto anche per l’elezione del vice presidente chiusa con 29 voti favorevoli per Rubini e due schede bianche. Tra gli applausi, Francesco Rubini subito dopo la rielezione ha detto che la sua conferma «è motivo di orgoglio, non per attestazione personale ma perché dimostra che si possa ancora provare a fare politica seguendo i propri ideali e le proprie ambizioni personali, coltivando convinzioni. Senza perseguire un arroccamento ideologico ma perché si è convinti che possano avere una incidenza nella realtà. Io continuerò ad essere quello che sono sempre stato. Grazie».

(Redazione CA)

Francesco Rubini

 

 

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