Si giocano tutto anche la casa.
I nuovi poveri accolti dalla Caritas

SENIGALLIA - La ludopatia è tra le cause di ricorso al centro diocesano per chiedere aiuto. Molte anche le persone con un lavoro stabile che non basta più per arrivare a fine mese. Tanti gli sfratti e l'emergenza casa resta un problema

La sede alla Caritas di Senigallia

di Sabrina Marinelli

La piaga delle ludopatia riduce in povertà persone economicamente autonome, che arrivano a giocarsi lo stipendio, ipotecare la casa e accumulare debiti, fino a perdere tutto.
Situazioni che la Caritas di Senigallia sta riscontrando sempre più di frequente soprattutto tra gli italiani. Sono i nuovi poveri. Tra le persone in difficoltà, in coda per un aiuto, c’è anche chi, pur senza dipendenze, ha un lavoro stabile ma nemmeno l’entrata fissa basta più. Due aspetti differenti delle nuove emergenze. Sono state circa 600 le persone che nel 2025 hanno bussato al centro d’ascolto di viale della Vittoria, di queste 350 sono state aiutate economicamente. La metà è rappresentata da italiani.
Dati che non comprendono le singole Caritas parrocchiali ma solo la sede principale diocesana. «Le richieste di aiuto sono aumentate soprattutto per un grande tema che è la casa – racconta Giovanni Bomprezzi, direttore della Fondazione Caritas -. Arrivano nuclei familiari vittime di sfratto che chiedono una casa dove poter stare. Spesso riguarda famiglie numerose con minori, che non godono di maggior tutela di altri. Per le straniere la causa principale dello sfratto è la perdita o la riduzione del lavoro del capofamiglia dovuto a motivi di salute o su richiesta del datore di lavoro, oppure, per chi è in affitto, alla scadenza del contratto non c’è rinnovo, perché affittare in estate o vendere fa guadagnare di più». La spietata legge del mercato immobiliare che ha innescato da tempo a Senigallia l’emergenza casa.

Giovanni Bomprezzi direttore Fondazione Caritas

«Per le famiglie italiane molto spesso la perdita della casa, anche di proprietà, è causa di una dipendenza, in particolare la ludopatia – illustra Bomprezzi – ma non solo. Spesso non si riesce più a pagare il mutuo o l’affitto perché il costo della vita è salito alle stelle, mentre gli stipendi sono rimasti invariati. Una causa importante delle nuove povertà è, infatti, la precarietà dei redditi: una volta ci si rivolgeva alla Caritas per cercare lavoro, oggi anche chi ha un lavoro fa fatica a pagare l’affitto, le spese quotidiane sono troppo alte».
Presso il centro senigalliese nel 2025 sono stati erogati 26mila pasti inoltre le persone aiutate hanno potuto fare 750 docce calde.  Gli interventi sanitari con visite da parte dei medici volontari dell’ambulatorio medico Paolo Simone della Caritas sono state 370, contro le 320 dello scorso anno. Infine si sono registrati oltre 80 infine inserimenti lavorativi e interventi per persone vulnerabili con la cooperativa Undicesimaora. Ci sono poi situazioni croniche di cui Caritas si occupa da tempo.

La cucina della Caritas di Senigallia

«In accoglienza da diversi anni abbiamo un nucleo di sette persone di origine pakistana: mamma, papà e cinque figli di varie età – racconta Denise, responsabile del Centro di ascolto-. In questo caso il padre ha perso il lavoro in fabbrica perché l’azienda ha chiuso per cessione attività. Lui ha una certa età e non è facile trovare lavoro, soprattutto se ti muovi con i mezzi pubblici. Hanno accumulato debiti di affitti non pagati, il proprietario ha fatto causa agli affittuari e anche le spese legali sono a loro carico. È molto semplice, quindi, accumulare debiti e non farcela più».

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