Il tennis piange Vinicio Rasicci,
ha cresciuto generazioni di sportivi

SENIGALLIA - Docente di educazione fisica e volto storico dei campi di Montignano e Marzocca, si è spento a 73 anni. Il ricordo degli amici. Domani l'ultimo saluto

Vinicio Rasicci

E’ morto ieri il professore Vinicio Rasicci, insegnante di educazione fisica e un grande maestro di tennis. Aveva 73 anni.
«Personaggio notissimo a Senigallia ma soprattutto maestro di tennis sui generis – lo ricorda lo scrittore Fulvio Greganti, presidente dell’Academy Tennis Matchpoint Montignano -. Ha iniziato a insegnare tennis negli anni ’70 a Montignano». Greganti ricorda anche varie trasferte come una sfida a tennis di domenica mattina alle 7 a Madonna del Piano di Corinaldo oppure a Marotta, Marina di Montemarciano e Sant’Angelo. «I ricordi più nitidi però sono quelli durante il torneo Messersì ai campi del Ponte Rosso – aggiunge – . Un giovanissimo Roberto Palpacelli delizia gli spettatori con la sua irruenza e il suo estro e Vinicio, serafico, se ne esce con “si, ha un buon braccio” lasciando tutti senza replica.Era un tennis romantico che non esisterà mai più e non sappiamo nemmeno se fosse migliore di quello attuale. Sicuramente ci si prendeva di più in giro e terribilmente meno sul serio. Lo scherzo, la battuta, la bevuta e la mangiata sono sempre state il suo forte. Accanto a quella rasoiata di rovescio in back che, molti, anche i più giovani, gli hanno sempre invidiato. Lo ricorderemo sempre così, quando, dopo un incontro in notturna e in seguito ad una cena pesantissima, si fece portare una bella mela per digerire. Ineffabile, Vinicio».
Mauro Mangialardi, già presidente della Biblioteca Orciari di Marzocca, aggiunge il suo di ricordo: «Figlio di Fernando, collega ferroviere. Ha “tirato” con me e Luciano Angeletti le prime palle nel campo da tennis dei frati di Marzocca. Prendevamo a noleggio le racchette al circolo Acli, vere e proprie “Cavamaccaroni” fatte di un telaio di legno e fili di nylon che dopo un po’ si allentavano. Le partite duravano alcune ore e Vinicio a bordo campo, oltre che raccattapalle, era sempre pronto ad entrare in campo. Noi eravamo dei baldi giovanotti, lui un ragazzino. Poi arrivò la maxima torneo, la Dunlop (corde in budello) i campi di Montignano, i tornei. Per me arrivò il “gomito del tennista” per lui la laurea ad Urbino e la conseguente attività sportiva e l’insegnamento. Ci siamo ancora incrociati nella palestra di Marzocca per organizzare la ginnastica per gli anziani. Vinicio, una brava persona».
Un pensiero gliel’ha dedicato anche l’ex pugile Vladimiro Riga: «un caro e simpatico amico, ci vedevamo spesso al tennis di Chiaravalle e anche al ristorante da Seta. Condoglianze alla famiglia». Vinicio Rasicci lascia la moglie Carla, i figli Federico con Giulia e Laura con Andrea. La camera ardente è stata allestita presso la casa funeraria Ofr di Borgo Bicchia, in via dell’Artigianato. Il funerale si terrà invece domani nella chiesa parrocchiale di Marzocca alle 15.30.

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