Il cantiere del nuovo ospedale Salesi finisce nel mirino di Anac che ha avviato un procedimento di vigilanza sull’appalto della Regione Marche del valore iniziale di circa 44,7 milioni di euro, a seguito dell’assenza di informazioni aggiornate sullo stato di avanzamento e sulle tempistiche di conclusione dei lavori. E’ noto che l’approvazione della Perizia di variante 2 per l’opera ha posticipato la scadenza originaria del 22 aprile 2022 di cinque anni e ad oggi la fine dei lavori del cantiere è prevista per il 30 novembre 2027. In mezzo si è inserito il periodo Covid che ha rallentato molti interventi pubblici. L’Anac arriva però a concludere che la Perizia di variante 2 del progetto non è riconducibile alle fattispecie emergenziali previste dal Codice, perché presenta profili di sostanzialità e viola il limite del 50%, oltre a determinare un’opera potenzialmente non funzionale e un allungamento ingiustificato dei tempi.
LE CRITICITA’ SOLLEVATE DALL’ANAC – Andiamo per ordine. La gara per il nuovo Salesi, svolta nel 2018 in regime di vigilanza collaborativa, è risultata regolare. L’appalto è stato affidato nel 2019 a una Rti con termine di ultimazione fissato al 22 aprile 2022. Una prima variante nel 2020 ha comportato un modesto aumento di costo pari +0,8 milioni e una proroga al luglio 2022. Nel 2024 la Regione ha approvato una seconda perizia di variante, giustificata con l’emergenza Covid-19, che ha comportato un aumento di spesa. «A seguito dell’adozione della Perizia di variante 2 il termine di ultimazione dei lavori è stato conseguentemente posticipato al 30 novembre 2027. In data 31 ottobre 2024 è stato emesso il Sal n. 4, per un importo complessivo pari a Euro 12.153.083,55 (di cui euro 1.262.022,52 per oneri della sicurezza), corrispondente al 27,19% dell’importo contrattuale iniziale. In data 25 marzo 2025 è stato emesso il Sal n. 5 per un importo complessivo dei lavori eseguiti a tutto il 19 marzo 2025 pari a euro 14.110.196,42, corrispondente al 21,58% dell’importo contrattuale rideterminato a seguito della Perizia di variante n. 2, fissato in euro 65.381.934,29» si legge nella delibera Anac del 22 dicembre scorso depositata presso la Segreteria del Consiglio lo scorso 5 gennaio.
La variante ha in sostanza introdotto un sesto piano, nuovi reparti come quelli di Ostetricia con 20 posti letto, Ginecologia con 32 posti letto e relativo Nido e servizi, il blocco parto costituito da 4 Sale parto travaglio con relativi servizi e le 2 Sale operatorie, l’adeguamento impiantistico e strutturale del Pronto soccorso con la separazione dei percorsi e l’approntamento di aree distinte di permanenza per i pazienti sospetti di Covid-19 potenzialmente contagiosi. Il tutto ha comportato un aumento di superficie di 5.750 mq, portando i posti letto da 119 a 201.
Anac contesta intanto che la Regione abbia imputato la variante alla normativa emergenziale Covid. Le prescrizioni della Dgr 751/2020 prevedevano interventi limitati (pochi posti letto aggiuntivi e percorsi separati per il Pronto soccorso), mentre la variante ha determinato un ampliamento enorme e la creazione di nuovi reparti ad alta complessità, riconducibili a scelte di programmazione sanitaria ordinaria e non a circostanze impreviste. Per non superare il tetto del 50% di aumento previsto dal Codice, la Regione ha stralciato dalla perizia molte lavorazioni essenziali come finiture e impianti delle sale operatorie, rinviandole a futuri interventi. Secondo Anac questo configura un possibile aggiramento del limite normativo e il rischio concreto di realizzare un’opera non funzionale se i completamenti non verranno finanziati. «Non può non evidenziarsi come l’eliminazione dal perimetro della variante delle opere civili di finitura e degli impianti interni alle sale operatorie comporti la realizzazione di un’opera non utilizzabile, posto che le sale operatorie, in assenza delle lavorazioni stralciate, non sarebbero idonee all’utilizzo» evidenzia Anac in un passaggio.
L’Autorità Nazionale Anticorruzione ritiene inoltre che la variante 2 presenti tutti gli indici di “modifica sostanziale”. Altera l’equilibrio economico del contratto a favore dell’appaltatore, estende notevolmente l’oggetto dell’appalto e avrebbe potuto incidere sulla concorrenza se tali condizioni fossero state note in gara. Pertanto non sarebbe ammissibile neppure ai sensi dell’art. 106, co. 1, lett. E del Codice dei contratti. Il termine di fine lavori poi è stato spostato dal 2022 al 2027. Il ritardo non è imputabile in modo significativo al Covid, ma soprattutto a un “fermo progettuale” di circa quattro anni per la redazione della variante, durante il quale sono stati elaborati più layout e di fatto un nuovo progetto esecutivo, assimilabile a una vera riprogettazione dell’opera. In questo contesto le controdeduzioni della Regione non sono state ritenute dall’Anac idonee a superare i rilievi.
LE CONTRODEDUZIONI DELLA REGIONE – La Regione dal canto suo ha trasmesso una relazione esplicativa corredata di allegati e sottoscritta dai due Responsabili del procedimento succedutisi nel tempo. Nella stessa sostiene che la Perizia di variante 2 deve essere letta nel quadro delle misure emergenziali Covid introdotte dal D.L. 34/2020 e recepite con la Dgr 751/2020, che imponevano il potenziamento della rete ospedaliera. Prescrizioni che non avrebbero riguardato solo il nuovo Salesi, ma l’intero polo ospedaliero di Torrette composto da Salesi, Umberto I e Lancisi. «Le previsioni afferenti al nuovo Salesi devono essere considerate nel contesto dell’intero assetto sanitario regionale, con particolare riferimento agli interventi programmati per l’Ospedale “Umberto I – Lancisi”, posto che entrambe le strutture insistono nella medesima area ospedaliera di Torrette e le scelte funzionali adottate per l’una hanno necessariamente prodotto effetti sull’altra… Di conseguenza, su richiesta della stessa Azienda Ospedaliera, tali funzioni sono state trasferite nel nuovo presidio pediatrico Salesi, riproponendo in tal modo l’assetto funzionale storicamente presente nel vecchio ospedale Salesi situato in Ancona» si specifica in un passaggio della delibera Anac.
Secondo i responsabili unici del progetto della Regione, l’adeguamento del presidio “Lancisi” ai requisiti Covid (nuovi posti letto di terapia intensiva e riorganizzazione dei percorsi del Pronto soccorso) ha reso non più compatibile la collocazione di ostetricia-ginecologia e blocco parto negli spazi originariamente previsti. Per questo tali reparti sono stati trasferiti nel nuovo Salesi, generando l’incremento di superficie (pari al +5.750 mq) e l’introduzione dei nuovi reparti ad alta complessità con l’inserimento di 52 posti letto ulteriori. La Regione afferma inoltre che che la Dgr 751/2020 era riferita al vecchio Salesi e che i fabbisogni dimensionali dovevano essere rimodulati nella nuova struttura, la cui configurazione è diversa. Questo avrebbe imposto una profonda riorganizzazione funzionale del progetto. Le nuove funzioni (Neonatologia, Ostetricia, Ginecologia, Terapia intensiva e semi-intensiva pediatrica) sarebbero state collocate nel nuovo Salesi perché, a seguito delle scelte emergenziali sull’area Lancisi, non vi erano più spazi disponibili per mantenerle nelle strutture preesistenti.
Lo stralcio delle finiture e degli impianti delle sale operatorie non sarebbe stato fatto solo per rientrare nel limite del 50%, ma per una scelta tecnico-organizzativa condivisa con l’Azienda ospedaliera. Realizzare ora tutte le predisposizioni impiantistiche avrebbe potuto renderle incompatibili con le future tecnologie elettromedicali, generando demolizioni e rifacimenti (come già accaduto per la nuova morgue). La Regione richiama infine l’art. 5 del D.L. 76/2020, che limita le sospensioni dei lavori, sostenendo che le proprie decisioni erano orientate a evitare il blocco del cantiere e ad assicurare la continuità dell’esecuzione, in coerenza con il “principio del risultato”.
Secondo i Rup, risolvere il contratto e indire una nuova gara avrebbe comportato la redazione dello stato di consistenza; le nuove gare per progettazione e lavori; l’applicazione di prezzari aggiornati e l’aumento dei costi e tempi molto più lunghi. La Regione conclude che tutte le modifiche introdotte con la Perizia 2 sarebbero conseguenza, diretta o indiretta, delle misure emergenziali Covid e quindi rientrerebbero nella fattispecie dell’art. 106, comma 1, lett. c) del Codice dei contratti, escludendo la natura sostanziale della variante.
Con la delibera, Anac ha invitato la Regione Marche «a valutare, alla luce delle criticità evidenziate, l’adozione di ogni misura idonea a garantire il completamento funzionale dell’opera, assicurando la copertura finanziaria e la tempestiva realizzazione delle lavorazioni stralciate, aggiornando semestralmente l’Autorità in ordine allo stato di avanzamento complessivo dei lavori, nonché a voler tenere in debita considerazione i rilievi e le osservazioni formulate nella presente delibera anche con riferimento ad appalti di analoga tipologia attualmente in corso di esecuzione, al fine di prevenire il reiterarsi di criticità riconducibili all’inadeguata gestione delle modifiche contrattuali e di assicurare, anche per il futuro, il pieno rispetto della disciplina vigente in materia di contratti pubblici».
(Redazione CA)
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