«Adsp in esercizio provvisorio di bilancio:
investimenti per il porto a rischio?»

ANCONA – Dopo la decisione del Mit, più di un timore è stato espresso in una interrogazione dal consigliere regionale Michele Caporossi (Progetto Marche Vive)

Michele Caporossi

«Il 30 dicembre il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti ha di fatto commissariato le Autorità di Sistema Portuale autorizzando l’esercizio provvisorio del Bilancio di previsione 2026 fino alla data del 30 aprile. Di fatto si permette di spendere ogni mese solo un dodicesimo di ciascun capitolo del bilancio. Il ministro Salvini rischia di bloccare l’attività delle 16 Autorità, fra le quali quella del Mare Adriatico Centrale (Ancona): una imposizione che rende proibitivo mandare avanti investimenti rilevanti nel campo delle infrastrutture oltre a qualsiasi iniziativa che richieda un esborso non ordinario. La scelta del Ministero guidato da Salvini rischia di assestare un colpo pesante alle imprese del settore che hanno invece necessità di risposte in tempi certi e ravvicinati e alle amministrazioni locali, sedi dei porti, che vedono allontanarsi l’esecuzione di investimenti per migliorare la coesistenza con le città. Si rischia di compromettere la capacità di sviluppo proprio in una fase cruciale per la competitività del Paese».Ad esprimere perplessità e più di un timore è il consigliere regionale Michele Caporossi (Progetto Marche Vive).

Secondo Caporossi, «questa decisione avrà un impatto negativo anche sul sistema portuale di Ancona perchè comporterà che gli avanzi di amministrazione delle Autorità portuali, anziché poter essere investiti subito sul territorio, saranno poi trasferiti alla futura Porti d’Italia SpA, la nuova Società prevista dal Disegno di Legge Salvini-Rixi di riforma delle Autorità di Sistema Portuale. Si vuole accentrare e politicizzare ogni decisione! Ancona e gli altri porti non avranno più autonomia. Questo blocco fino ad aprile anticipa quanto purtroppo vedremo a breve. Questa decisione avrà un impatto negativo anche sul sistema portuale di Ancona – teme Caporossi – perché comporterà ritardi nell’emanazione dei bandi riguardanti opere previste nel Piano degli investimenti fra i quali  (opere illustrate dal Presidente dell’AdSp e dall’Assessore al Porto della Regione) come l’elettrificazione delle banchine, investimento di 9 milioni di euro, con collaudo previsto entro il 30 giugno 2026, la realizzazione della banchina 27 con piazzale di circa 4 ettari, con ultimazione e collaudo entro fine 2028, la documentazione Via e Vas per il Molo Clementino, che ospiterà il nuovo terminal crociere richiesto da Msc, il nuovo terminal passeggeri/crocieristico alla banchina 15, valore 7,2 milioni di euro, il riorganizzazione delle banchine 19, 20 e 21 per il trasferimento dei traghetti dal Porto storico, con gara entro gennaio 2026, il dragaggio dei fondali, con lavori da completare entro il 2026, gli interventi nell’area ex Tubimar, con avvio entro gennaio 2026 sia del bando per la concessione degli spazi ai cantieri nautici sia della demolizione del manufatto danneggiato dall’incendio del 2020.Gli avanzi di amministrazione dell’AdSP di Ancona sono pari a circa 32 milioni di euro».

Il consigliere regionale di Progetto Marche Vive annuncia pertanto di aver presentato «insieme al collega Massimo Seri una interrogazione urgente al presidente Acquaroli. Chiede al Ministro Salvini di cancellare questo provvedimento o sarà ancora una volta sottoposto ai diktat di partito?» si domanda Michele Caporossi.

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