Fondo bilaterale di solidarietà, valutazione sul possibile trasferimento dei lavoratori in altre aziende partecipate, sondaggio conoscitivo per individuare chi, su base volontaria, voglia cambiare mansione all’interno dell’azienda. Su questi fulcri nevralgici hanno iniziato a prendere forma le prove di dialogo tra rappresentanze sindacali e vertici di Conerobus che ieri, venerdì 16 gennaio, sono tornarti a confrontarsi per discutere le migliori modalità per poter arrivare fuori dal guado in cui la società che gestisce il Tpl ad Ancona e provincia «è stata portata in decenni di gestione “discutibile”. La parte più importante è riuscire a farlo nella maniera meno impattante possibile per i lavoratori dipendenti, che non hanno nessuna colpa nella “discutibilità” sopra espressa» sottolineano in una nota le segreterie regionali di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl, Fna, Faisa-Cisal.
«È oramai risaputo che l’azienda, anche se con un po’ di ritardo, ci ha consegnato il cosiddetto “piano di risanamento” che prevede, al primo punto, l’avvio del cosiddetto “fondo bilaterale di solidarietà”, una formula che assomiglia alla cassa integrazione. – ricordano le organizzazioni sindacali dei ferrotravieri – Questa cosa riguarda il settore amministrativo, in cui, a dire della parte datoriale, si concentra un numero eccessivo di dipendenti, ed il costo del personale, sempre a loro dire, diventa sproporzionato. Queste cose sono state duramente contestate dalle scriventi, le quali hanno dimostrato che non erano esattamente come presentate, e che per poter agire, è necessario il confronto tra le parti».
I sindacati apprezzano comunque che «ad esempio, su una cosa l’azienda ci è venuta incontro, comprendendo la effettiva bontà della proposta, è quella di fare un sondaggio conoscitivo, in cui si dà la possibilità a chi fosse interessato, su base volontaria, di cambiare mansione e di attivarsi in altri settori in cui la Conerobus, effettivamente, è in sofferenza. Oppure, per chi volesse, trasformare il contratto in part time. Situazione, questa, la quale dimostra che, al netto, le unità non sono assolutamente troppe, ma che è sufficiente una redistribuzione, sempre su base volontaria, per consentire un inizio di risalita. È stata presa in considerazione la possibilità di trasferimento in altre aziende partecipate, sempre che legalmente sia fattibile, si è parlato ovviamente del fondo bilaterale, stabilendo che la fruizione dovrà essere distribuita tra il personale in maniera assolutamente equa, e a tal proposito si è deciso di fare una riunione tutte le settimane, in un tavolo tecnico congiunto, per decidere insieme tutte le modalità. Stiamo attendendo alcune risposte riguardanti la reinternalizzazione di alcuni servizi dati in appalto, oltre alla possibilità, se fattibile, di un accompagnamento alla quiescenza».
Nell’attesa di queste risposte, le sigle interessate non hanno ancora ritenuto di poter apporre la firma sull’accordo, «ci siamo dati un nuovo appuntamento, per approfondire le ultime questioni, e per avere un testo effettivo da presentare all’assemblea dei lavoratori, in cui si daranno le spiegazioni, si faranno le deduzioni, e prenderemo insieme le decisioni». Per il 29 gennaio non è stato quindi ancora cancellato lo sciopero dei lavoratori Conerobus che le sigle sindacali però incontreranno la prossima settimana per decidere anche se annullare la mobilitazione.
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