
Un momento della conferenza
Ancona punta ufficialmente al titolo di Capitale Italiana del Mare 2026, rispondendo con un dossier ambizioso e partecipato al bando del Dipartimento per le Politiche del Mare della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Il progetto, intitolato “Da mare a mare: ecologie delle coesistenze. Dove il mare diventa città”, è stato presentato in Comune dal sindaco Daniele Silvetti, dall’assessore al Turismo Daniele Berardinelli e da Alessandra Panzini della società Marchingegno.
La candidatura non è una proposta isolata, ma la sintesi di un ecosistema che vede il mare come infrastruttura culturale, economica e sociale, coinvolgendo settori che vanno dalla cantieristica alla pesca, dalla ricerca universitaria alla tutela ambientale del Parco del Conero.
La risposta del territorio è stata massiccia: 150 proposte presentate da 118 soggetti diversi, con una selezione finale che ha portato nel dossier 139 interventi complessivi, di cui 52 promossi direttamente dal Comune.
Il piano d’azione prevede investimenti per 13,5 milioni di euro, destinati a riqualificazioni infrastrutturali, presìdi scientifici, eventi culturali e iniziative legate alla blue economy.
Secondo il sindaco Silvetti, questa sfida rende visibile un’identità già esistente, unendo percorsi spesso autonomi sotto un unico principio ordinatore che mette al centro il benessere della comunità e l’orgoglio dorico. L’impianto progettuale si sviluppa su otto assi strategici, chiamati simbolicamente “Mare che Abita”, “Nutre” o “Respira”, e tre assi posizionali: Bussola, Bitta e Molo, che garantiscono un equilibrio tra visione di lungo periodo, radicamento locale e infrastrutture permanenti.
L’assessore Berardinelli ha sottolineato come il percorso sia frutto di una collaborazione trasversale tra tutti gli assessorati e che, a prescindere dall’esito della selezione nazionale, il dossier resterà un prezioso strumento di pianificazione strategica per lo sviluppo sostenibile della città a partire dal 2026. La candidatura di Ancona non guarda solo ai confini comunali, ma si inserisce in una rete di alleanze multilivello che coinvolge i 22 comuni costieri delle Marche e importanti sinergie con città come Venezia e Siracusa, oltre a confermare il ruolo centrale del capoluogo dorico nell’Iniziativa Adriatico-Ionica.
Questo sforzo collettivo mira a lasciare una legacy duratura attraverso 18 opere infrastrutturali che rimarranno al servizio della cittadinanza anche oltre l’anno della manifestazione, consolidando il legame indissolubile tra lo spazio urbano e la risorsa mare.
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