Gestione del lupo,
la Regione vara il nuovo piano:
prelievi mirati e rimborsi per incidenti

ANCONA - L'assessore alla Caccia, Giacomo Bugaro annuncia la nuova fase dopo il declassamento della specie. In arrivo monitoraggi capillari e regole ferree per i Comuni su rifiuti e segnalazioni

Un lupo

Il declassamento del lupo a livello europeo e il recepimento della normativa da parte dello Stato italiano aprono una nuova fase nella gestione della fauna selvatica nelle Marche, come spiegato dall’assessore alla Caccia, Giacomo Bugaro.
«Il declassamento del lupo – dice Bugaro – segna un passaggio importante: cambia l’impostazione della gestione e si apre una nuova fase, più aderente ai territori e fondata sull’equilibrio tra tutela della fauna selvatica e sicurezza delle comunità».
Con il decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale, il lupo rientra ora nell’ambito della legge 157/1992 e, come chiarisce l’assessore, «questo passaggio normativo fa rientrare il lupo nell’ambito dell’articolo 19 della legge 157 del 1992. Significa che ora spetta alle Regioni predisporre e attuare piani di gestione e controllo, con un approccio completamente diverso rispetto al passato».
Per l’anno in corso, il Ministero dell’Ambiente ha fissato un contingente massimo di 160 prelievi nazionali, di cui 8 spettano al territorio marchigiano.

Giacomo Bugaro

La Regione si è mossa tempestivamente coinvolgendo prefetti e amministratori locali per definire azioni concrete. «Già il 18 novembre – prosegue – abbiamo scritto a tutti i sindaci marchigiani trasmettendo il protocollo Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale). Abbiamo inoltre chiesto ai prefetti di convocare tavoli con gli amministratori locali».
Dalle riunioni coordinate dalla prefettura di Ancona è emersa la necessità per i sindaci di adottare ordinanze specifiche sulla gestione dei rifiuti organici e sulla somministrazione di cibo agli animali, al fine di evitare che i centri urbani diventino attrattivi per i predatori. Grande attenzione sarà posta ai “lupi confidenti” che si avvicinano alle case.
«Partiremo da un monitoraggio della presenza sul territorio e – riprende -, insieme a Ispra e al Ministero dell’Ambiente, definiremo come intervenire nei casi di lupi problematici o potenzialmente pericolosi».
Tra le riforme previste spicca anche l’aggiornamento della legge regionale n. 7/1995 per includere i risarcimenti per incidenti stradali causati dal lupo, definita da Bugaro come «una lacuna che va colmata».
In conclusione, l’obiettivo regionale punta alla convivenza sicura. «Il lupo – conclude – è una specie straordinaria e di grande valore naturalistico. La sua presenza deve essere compatibile con il territorio e circoscritta alle aree a vocazione naturale. I centri abitati non possono diventare il suo habitat. Oggi, grazie al cambiamento normativo, possiamo governare il fenomeno in modo equilibrato e responsabile».

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