
I cartelli e le sbarre del parking alzate
di Alberto Bignami
Se non ci fosse capitato personalmente, difficilmente ce ne saremmo accorti. E se non avessimo voluto vederci chiaro, avremmo probabilmente pagato quelle “penali”, convinti di essere nel torto.
Invece, abbiamo deciso di approfondire una situazione che sta diventando comune a molti cittadini: le richieste di pagamento recapitate agli utenti di un polo commerciale alla Baraccola di Ancona, dove un supermercato e un negozio di animali condividono la stessa area di sosta.

Due sanzioni
Tutto inizia quando riceviamo, via posta ordinaria, due contestazioni per aver sostato “troppo tempo” nell’area di via Ghino Valenti in due domeniche di novembre. La richiesta è di 30 euro da pagare entro 50 giorni dalla violazione, pena il raddoppio della cifra a 60 euro con l’intervento dei legali.

L’uscita dal parking. Nessun ticket viene rilasciato all’utente
La prima anomalia è logistica: viene contestato il civico 48, che sulle mappe non risulta esistere. La seconda è temporale: le lettere arrivano a ridosso della scadenza dei 50 giorni. Un meccanismo che rischia di spingere il cittadino a pagare subito per timore di ritorsioni burocratiche.

Sbarre alzate e nessun ticket per entrare nel parcheggio
Tornando sul posto per chiedere delucidazioni, abbiamo interpellato i responsabili dei due punti vendita. Entrambi gli esercizi commerciali hanno però “alzato le mani”, dichiarando di non avere alcuna responsabilità o potere d’intervento sulla questione: «Noi non possiamo fare nulla. Deve sentire la Park & Control», è stata la risposta delle direzioni. Una posizione che lascia l’utente solo di fronte a un sistema di gestione automatizzato.

L’avvocato Mario Antonio Massimo Fusario
Per fare chiarezza, abbiamo consultato l’avvocato civilista Mario Fusario del Foro di Ancona, che ha analizzato la natura giuridica di queste richieste.
«E’ fondamentale premettere che non si tratta di sanzioni amministrative, ma di pretese privatistiche derivanti da un contratto di parcheggio», spiega l’avvocato Fusario. «I motivi di contestazione sono molteplici. In primis, l’inadeguata esposizione delle condizioni contrattuali: se al momento dell’ingresso il regolamento non era leggibile, o il Qr code non funzionava, la clausola che prevede la penale può essere considerata inefficace. Inoltre, ai sensi dell’art. 1384 c.c., la penale può essere equamente diminuita dal giudice se il suo ammontare è manifestamente eccessivo rispetto all’interesse del gestore, che è quello di garantire la rotazione dei posti e non certo quello di ottenere un risarcimento sproporzionato rispetto al danno subito per un’ora di sosta in più. Infine, applicando il Codice del Consumo, si presume come vessatoria, e quindi nulla, la clausola che impone al consumatore il pagamento di una somma a titolo di penale di importo manifestamente eccessivo».

I cartelli
Il parcheggio ha poi le sbarre sempre alzate e non rilascia ticket. «Inoltre, da quanto si può osservare dalle foto che mi sono state sottoposte – prosegue Fusario – l’orario di ingresso e uscita è monitorato esclusivamente dai sistemi della società di controllo».

Cartelli e telecamere
Un punto cruciale rilevato dal legale riguarda la decadenza. Il regolamento della società prevede che la prima contestazione debba essere inviata entro 35 giorni dalla violazione.
«Nel caso specifico – osserva l’avvocato Fusario – per una violazione del 23 novembre, il termine per l’invio scadeva il 28 dicembre. Essendo la lettera arrivata il 30 dicembre, la società è incorsa in decadenza, perdendo il diritto di riscuotere la somma. Va inoltre sottolineato che la lettera inviata per posta ordinaria non fornisce alcuna prova legale della ricezione; in un eventuale contenzioso, l’onere di dimostrare che l’utente ha ricevuto la richiesta ricadrebbe interamente sulla società».

Il cartello fino a 120 minuti (anziché 90) in un altro parking della stessa catena di supermercati
«Tra l’altro – conclude l’avvocato – occorrerebbe pure un approfondimento in tema di compatibilità con le norme Gdpr (il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati ndr)».
Mentre continuano ad arrivarci segnalazioni, invitiamo i cittadini a prestare la massima attenzione. Prima di saldare una richiesta che appare come un atto dovuto, è bene verificare i tempi di notifica e la reale conoscibilità delle regole al momento della sosta. Abbiamo provato a contattare la società via Pec per un chiarimento, ma a distanza di un mese non abbiamo ancora ricevuto risposta.

Un’altra sanzione

Il cartello da 90 minuti

I cartelli

Telecamere

Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati