Toponomastica: si accende il dibattito
sull’intitolazione di un parco
a Norma Cossetto

ANCONA - La Commissione delibera il via libera ma l'Anppia e l'opposizione di sinistra (Francesco Rubini, unico voto contrario) esprimono riserve sulla contestualizzazione storica dell'iniziativa

Gianluca Quacquarini

La decisione della Commissione Toponomastica del Comune di Ancona di intitolare un parco pubblico alla memoria di Norma Cossetto ha sollevato diverse reazioni nel panorama politico cittadino.
La delibera è passata con il voto contrario del consigliere Francesco Rubini, che ha sollevato dubbi sull’opportunità della scelta, in relazione alla cornice storica in cui la vicenda si è consumata.
Al centro della discussione non è il tragico destino della giovane, vittima dei massacri delle foibe, ma la lettura politica che ne viene data. Secondo le critiche mosse dall’associazione Anppia (Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti) ed espresse in una nota stampa, l’operazione rischierebbe di assumere una valenza più ideologica che puramente commemorativa.

Da sinistra Francesco Rubini e Gianluca Quacquarini

L’Anppia Marche sottolinea l’importanza di analizzare la figura di Norma Cossetto senza omettere i legami del contesto familiare e personale con il regime fascista dell’epoca. Viene ricordato, ad esempio, l’impegno del padre nelle Camicie Nere e la militanza della stessa Cossetto nei gruppi universitari fascisti, elementi che portarono alla successiva intitolazione di un reparto femminile della Rsi alla sua memoria.
Secondo l’Associazione, queste specifiche sono fondamentali per evitare una narrazione che possa apparire parziale o strumentale alla costruzione di una memoria storica non pienamente condivisa.
Il presidente regionale dell’Associazione, Gianluca Quacquarini, ha espresso la posizione ufficiale invitando a una riflessione più ampia sulle scelte della toponomastica cittadina.
«L’intitolazione di un parco pubblico ad Ancona a Norma Cossetto – dice –, pur riconoscendo il dramma personale della vittima delle foibe, solleva interrogativi storici ineludibili sul contesto fascista della famiglia e sulle sue attività nella Rsi. L’Anppia Ancona-Marche invita pertanto le istituzioni ad evitare narrazioni che distorcano la complessità degli eccidi giuliani per preservare una memoria storica condivisa e veritiera».

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