di Sabrina Marinelli
A pochi giorni da una nuova terapia Franco se n’è andato. L’Italia intera lo ricorda sdraiato a terra sul pavimento del Pronto soccorso di Senigallia.
Era il 12 gennaio e Franco Amoroso, 60enne di Treviso residente a Senigallia, non riusciva a stare seduto per i dolori lancinanti. Non c’erano barelle. Non si trovavano. Il reparto pieno oltre ogni limite.
Franco, malato oncologico, stava male. Tanto male. Lottava contro un tumore al colon che aveva già operato e si era ripresentato. Avrebbe potuto arrabbiarsi. Pretendere quello che era nei suoi diritti. Invece no. Si è coricato su una coperta. Si è rannicchiato e ha atteso. Ha trascorso undici ore al Pronto soccorso, molte delle quali a terra. Non si è lamentato. Sapeva che prendersela con il personale non sarebbe stato giusto. L’ha sempre difeso.

Franco, a terra, al pronto soccorso di Senigallia
«Che dire, il personale fa quello che può – ci aveva detto – se non hanno i dispositivi medici non si va molto distante, le barelle non ci sono, le carrozzine sono poche e uno si arrangia con quello che può. Del resto, si punta al privato e questo è il risultato. Non potevo più stare seduto e mi sono dovuto arrangiare. Non sono arrabbiato con il personale, questo no, lo capisco».
Non conoscerà l’esito delle indagini interne avviate per fare chiarezza su qualcosa che non doveva accadere.
La sua fotografia la moglie l’aveva mandata a Paolo Battisti, referente del Movimento 5 Stelle, perché la rendesse pubblica. Nessuno più avrebbe dovuto attendere sul pavimento come il suo Franco. Quello scatto doveva risvegliare le coscienze evitando che capitasse di nuovo.
«Il mio amato Franco non è più con noi – conferma la moglie Cecilia –, eravamo stati giovedì all’Oncologia di Torrette e venerdì aveva mandato l’email per accettare la terapia, che a breve avrebbe iniziato, ma forse è meglio così, di dolori ne ha sopportati tanti, troppi».
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