In fuga dall’inferno di Gaza,
la famiglia si ricongiunge ad Ancona
«ma ora rischia il trasferimento a Foggia»

L’APPELLO ad un ripensamento formulato dall’Ambasciata dei diritti delle Marche alle istituzioni preposte per garantire la permanenza dei genitori e dei loro tre bambini nell’Anconetano dove vanno a scuola, con l’individuazione di una struttura del Sistema nazionale di accoglienza per rifugiati. «Sono sopravvissuti a un raid e qui dal 2024 hanno ritrovato una condizione di stabilità emotiva e psichica grazie alla prossimità del proprio nucleo familiare allargato»

(Archivio)

Una famiglia di Gaza , composta dai genitori e tre figli minorenni, riunitasi sotto lo stesso tetto pochi mesi fa e ospitata nel Sistema di accoglienza, il Cas della prefettura di Ancona, ora rischia di essere trasferita all’interno del Sistema nazionale di accoglienza per rifugiati (Sai) a Foggia in Puglia. L’Ambasciata dei diritti delle Marche rivolge n appello alle istituzioni perchè la permanenza di questa famiglia possa essere ancora garantita nell’Anconetano. «Il nucleo familiare è fuggito dalla Striscia di Gaza nel corso del 2024 a causa delle gravissime condizioni di guerra, privazione, bombardamenti e carestia. – esordisce la lettera aperta dell’associazione che attraverso uno sportello e uno osservatorio contro l discriminazioni è attiva nel capoluogo di regione – Nel territorio della provincia di Ancona hanno trovato serenità anche perché risultano stabilmente presenti nel sistema di protezione, con status di rifugiati, alcuni parenti, alcuni portatori di disabilità grave. Tutti appartengono alla famiglia palestinese del giornalista Wael al-Dahdouh, responsabile per la Striscia di Gaza dell’emittente qatariota Al-Jazeera, noto a livello internazionale per il tragico evento del 25 ottobre 2023, quando un missile israeliano colpì la sua abitazione nel campo di Nuseirat, causando la morte di 21 familiari. Le famiglie presenti ad Ancona rientrano tra i familiari sopravvissuti a tale tragedia».

La famiglia dopo aver vissuto a Gaza un periodo segnato da guerra, fame e grave trauma psicologico, «ha ritrovato ad Ancona una condizione di stabilità emotiva e psichica grazie alla prossimità del proprio nucleo familiare allargato.- prosegue l’Ambasciata dei diritti delle Marche – I figli minori frequentano attualmente una Scuola Primaria di Ancona, dove, in pochi mesi, hanno raggiunto un significativo livello di integrazione scolastica e relazionale, instaurando legami di amicizia con i compagni e rapporti di fiducia con docenti, dirigenti scolastici e famiglie. La notizia del loro previsto trasferimento presso una struttura di accoglienza a Foggia ha suscitato forte preoccupazione nella comunità scolastica, che si è attivata con iniziative e lettere indirizzate alla Prefettura a sostegno della permanenza dei minori nelle attuali classi. Il trasferimento minaccia di interrompere questo percorso di integrazione e di causare un grave pregiudizio ai minori, che hanno bisogno di continuità relazionale e stabilità».

Di qui l’appello ad un ripensamento. «I bambini hanno diritto a crescere in un ambiente sereno e stabile, con la loro famiglia e i loro amici. Chiediamo agli organismi preposti di revocare il trasferimento e di garantire la permanenza della famiglia nel territorio, con l’individuazione di una struttura SAI nel territorio di Ancona, o comunque in ambito provinciale, che consenta la continuità dell’unità familiare, l’assistenza ai familiari con disabilità e la prosecuzione del percorso scolastico e di integrazione dei minori» conclude l’Ambasciata dei Diritti delle Marche.

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