
Lupi alla Lunetta di Ancona
Non si placa la polemica sulla gestione della fauna selvatica nelle Marche.
Con un comunicato congiunto, le principali sigle ambientaliste e animaliste del territorio (tra cui Amici Animali Osimo, Enpa, Grig, Lupus In Fabula, Lac, Lav, Mountain Wilderness e Wwf) bocciano senza appello le recenti dichiarazioni dell’assessore regionale Giacomo Bugaro in merito alla possibilità di abbattere otto lupi in tutta la regione.
Secondo le associazioni, la strategia regionale punterebbe su un approccio puramente “venatorio” anziché scientifico. «Si tratta di fumo negli occhi per distrarre dai problemi reali – si legge nella nota – come la sicurezza e la tutela del territorio». Nel mirino finisce l’investimento previsto di 150mila euro per l’acquisto di droni, termocamere e trappole, oltre che per nuove assunzioni e rimborsi. «Una cifra che, a detta dell’assessore, è solo l’inizio. Risorse che dovrebbero essere usate invece per la scienza, la prevenzione e per aiutare concretamente gli allevatori».
Gli ambientalisti avvertono: eliminare alcuni esemplari non risolverà il conflitto con l’uomo, ma rischia di peggiorarlo. Le dinamiche dei branchi e la riproduzione sono complesse: «Come dimostrato da studi scientifici, la situazione si aggraverà, proprio come avvenuto da oltre vent’anni con la gestione del cinghiale». La critica si estende proprio alla gestione venatoria, accusata di aver causato nel tempo gravi squilibri demografici nella fauna selvatica attraverso ripopolamenti e tecniche di caccia invasive che disgregano i branchi.
Le associazioni richiamano l’Amministrazione regionale a intervenire sulle cause profonde che attirano i lupi verso le città, a partire dalla gestione dei rifiuti. Viene inoltre sottolineata l’importanza di educare i cittadini a comportamenti corretti: evitare selfie con animali selvatici, non lasciare cani incustoditi all’aperto e limitare il disturbo antropico (come motocross o eventi rumorosi) nelle aree naturali.
«La politica non richiama mai alle proprie responsabilità chi ha avuto in delega il controllo del territorio – conclude la nota –. Non si applicano le misure di tutela ambientale e non vengono sanzionati i comportamenti dannosi per la fauna. Chiediamo che la memoria e la scienza guidino le scelte, non la ricerca di consenso basata sulla paura».
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