Il messaggio di Franco è arrivato. La sua foto, che lo ritraeva sdraiato sul pavimento del Pronto soccorso lo scorso 12 gennaio, in mancanza di barelle, a qualcosa è servita. Ad accelerare una riorganizzazione che l’Azienda sanitaria aveva già in conto di attuare. Riguarderà anche l’inserimento di un percorso prioritario per pazienti fragili, iniziando dai malati oncologici come lo era lui. Il direttore Stroppa glielo aveva promesso, chiamando per chiedere scusa il giorno stesso in cui l’immagine dello scandalo era stata diffusa. Manterrà quella promessa. Non voleva intervenire oggi. Non voleva togliere spazio al saluto per Franco. Questo giorno era per lui.
«Sto portando avanti un progetto sul Pronto soccorso che prevede anche delle modalità di accesso per i pazienti più fragili – spiega Giovanni Stroppa, direttore generale dell’Ast Ancona – ma parlarne adesso è fuori luogo. Il silenzio, nel rispetto del lutto che ha colpito la famiglia di Franco, è doveroso in questo momento».
Nel pomeriggio presso la chiesa delle Grazie, quartiere in cui viveva Franco Amoroso con la moglie Cecilia e due figli, si è svolto il funerale.
Accolto da tanta gente, arrivata lì per lui. «La vostra presenza così numerosa oggi mi dice proprio questo: Franco non sei solo, noi siamo accanto a te». le parole del parroco don Aldo, constatando quanta gente fosse lì per lui.
Tra i presenti anche diversi calciatori delle giovanili della Vigor Senigallia, dove gioca uno dei figli.
La moglie Cecilia spera che qualcosa cambi e confida nel fatto che l’accesso prioritario per i malati oncologici, che il direttore Stroppa aveva annunciato al telefono, diventi presto realtà. Lei non farà altro.
«Non denuncerò nessuno – dice – Franco non voleva».
Franco Amoroso aveva 60 anni ed era nato a Treviso. Viveva a Verona con Cecilia e i figli e da qualche anno si erano trasferiti a Senigallia per aprire una struttura ricettiva in campagna. Era un sogno e l’hanno realizzato.
Una persona come tante Franco, finchè il 12 gennaio ha avuto bisogno di accedere al Pronto soccorso per le conseguenze di un grave tumore al colon, che aveva già operato e si era ripresentato.
Poi la foto e quella popolarità improvvisa di cui avrebbe fatto volentieri a meno ma che ha messo a disposizione di tutti per risvegliare le coscienze e cambiare il sistema. Le sue condizioni di salute sono peggiorate a pochi giorni da una nuova terapia che avrebbe dovuto iniziare ma, purtroppo, quel sogno per lui si è spezzato. E’ riuscito però a lasciare un segno e la sua dignità, immortalata in uno scatto, nessuno la dimenticherà mai.
sa.mar.
L’ultimo saluto a Franco Amoroso: se ne va l’uomo che ha scosso le coscienze sulla sanità
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